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Parlando
di meridiane, è opportuno definire subito due sostantivi:
la gnomonica (da gnomone, l'asta
che indica l’ora), la tecnica relativa alla costruzione di orologi solari; la
sciografia, l'antico metodo per trovare l'ora del giorno o
della notte mediante l'ombra prodotta dal sole o dalla luna.
La
meridiana è il più antico orologio che si basa sulla osservazione del
sole e delle ombre.
Oggi
essa è diventata più che un reperto archeologico, soppiantata prima
dall'orologio meccanico da torre e poi dall'orologio portatile da taschino
o da polso.
In
Ciociaria si possono ammirare bellissime meridiane.
Due
a San Donato Val di Comino, davanti al Palazzo Municipale, nella
centralissima piazza Carlo Coletti e nella località Ponte di Tolle.
Un
altro interessante orologio solare, considerato uno dei più belli
d'Europa è ad Alatri, costruito dal fondatore dell'astrofisica, padre
Angelo Secchi.
Un
altro si trova a Pofi, sulla torre civica del Comune, e ad Isola del Liri,
sulla facciata della chiesa di San Lorenzo. Sono
tutte testimonianze del passato, che vanno conservate gelosamente perché
è comunque emozionante leggere l'ora attraverso un'ombra, riflessa su un
piano con poche linee e dei numeri.
Per
la perfetta messa a punto delle meridiane, occorre avere buone conoscenze
di trigonometria e di astronomia.
Per
la zona di Sora le coordinate necessarie sono le seguenti:
posizione geografica della città (coordinate geografiche riferite
all'Ellissoide Internazionale orientato a Roma):
- 1°09’38”
di longitudine Est da Monte Mario;
- 13°36'46",40
di longitudine Est da Greenwich;
- 41°
43' 13" di latitudine Nord.
Spiegazione
delle due longitudini: Monte Mario è il punto geodetico e la
denominazione del meridiano dì Roma; Monte Mario (meridiano di Roma): 12°27’08”,40
di longitudine Est da Greenwich (meridiano fondamentale); quindi: 12°27’08”,40+1°09’38”
= 13°36’46”,40.
Posizione
di Sora rispetto al meridiano dell'Etna: 1°23’14” di longitudine
Ovest (il meridiano dell'Etna passa per il vulcano omonimo, regola il
nostro fuso orario ed è posto a 15° di longitudine Est da Greenwich).
Posizione
di Sora rispetto al 42° parallelo: 0°16’47" di latitudine Sud (il
42° parallelo ed il meridiano dell'Etna stabiliscono i valori temporali
di illuminazione solare sull'Italia).
Ma
l'orologio solare nei secoli è stato anche il supporto per la
trascrizione di tante massime, detti e motti.
Ad
esempio, in Piemonte si possono leggere i più lunghi palindromi della
lingua italiana.
Palindromo
(gr. palindromos, che corre all'indietro, da pàlin, di nuovo, e dròmos,
corsa). Viene cosi definita una sentenza o un verso, che può leggersi da
sinistra a destra e da destra a sinistra, senza che per questo le parole
mutino.
- E
là tu, Febo, in rai d'oro mi tange; regna timor; odiar Niobe fu tale.
- E
la norma tal è ke l’ora piange. Segnai parole keiat’a Monale (con una
variabile).
- Ma
i quadranti solari sono stati pure l'occasione per riportare frasi
particolari, indovinelli:
- Vulnerant
omnes ultima necat (tutte feriscono l'ultima uccide, le ore segnate)
- Sic
transibis et ipse (cosi passerai anche tu)
Ed
alle meridiane sono legati anche aneddoti: ad un incapace appassionato di
gnomonica, che si era costruito una inefficiente meridiana, e chiedeva al
dotto letterato Pietro Bembo una frase da riportarvi sopra, l'uomo di
lettere consigliò di scriverci:
NON
SAPETE NE IL GIORNO NE L'ORA.
L’incompetente
fu contentissimo, ritenendo che il motto alludesse alla caducità delle
cose umane, ed al pensiero della morte sempre pronta a ghermire l'uomo. In
realtà, Bembo voleva alludere all'inefficienza dell'orologio solare, e lo
fece cosi bene da deridere il personaggio, senza che lui nemmeno se ne
accorgesse, anzi facendo in modo che fosse proprio lui a dileggiare se stesso, visto che scrisse l'arguto motto sul quadrante
solare.
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