AMICA  TERRA

 
 
 

Vogliamo, con Voi, scoprire i "segreti", i "misteri", che aleggiano attorno ad un fungo molto amato dai buongustai e che dal cuore della terra Ciociara e più precisamente da Campoli Appennino, arriva sulle tavole imbandite d’Italia e d’Europa.

Il Tartufo di Molière ed il Tartufo
di Campoli Appennino 

Il "tartufo" è il nome di una commedia del 600 Francese, godibilissima che un arguto Molière scrisse per divertire e prendere anche in giro un Luigi XIV più attento a sè che alle necessità del suo popolo.

Il tartufo di Campoli Appennino è invece altra cosa, è qualcosa che apprezziamo, che arricchisce il cibo, che fa piacere al gusto e al palato e che ha una valenza positiva….. a differenza di "Tartufo" il personaggio di Molière.

Il perché di questo accostamento, che poi non è tanto strano se pensiamo che già dal 1600 il nome "Truffe", (tartufo), nell'antico francese indicava, alla lettera, il tubero tanto apprezzato in cucina, ma era anche usato per indicare una persona "civilmente spregiudicata".

Ora non sappiamo più se la denominazione data al tubero dalla forma rozza e poco "civile" sia passata per la mano di Molière al battesimo di un personaggio, (di una commedia), rozzo, ignorante, impostore e anche un po’ volgare.

Comunque noi su queste pagine non ci occupiamo di teatro, ed abbiamo cercato solo di dare un significato al nome di un fungo ipogeo che arricchisce così bene tanti piatti di cucina.

E se il personaggio di Molière è per certi aspetti socialmente negativo oltre che rozzo, il nostro tubero è invece sicuramente positivo pur mostrando un aspetto esterno non gradevolissimo e più vicino al personaggio teatrale.

Il tartufo è comunque un cibo già conosciuto nelle più antiche civiltà, si conosce il suo utilizzo nelle popolazioni Sumere della Mesopotania; in Grecia era conosciuto con il nome di Hydnon; i Romani lo chiamavano Tuber; gli Arabi, Kemas ; i francesi Truffe (da Tartufe di Molière).

Cos'è il tartufo: specie raccolte e consigli utili    Cos’è il Tartufo   ?
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Fatto questo piccolo preambolo ci avviciniamo a fatti, tempi e luoghi a noi più vicini e .....  con certezza affermiamo che i Campolesi (abitanti di CAMPOLI APPENNINO) si dedicano alla ricerca del tartufo da tempo immemorabile, infatti il termine "tartufo" o "tartufalo" ricorre frequentemente in alcuni conti comunali fin dalla metà del XVIII secolo, a testimonianza che la tradizione della raccolta del prezioso fungo ipogeo è già affermata e nota e risale certamente a date molto più antiche:

  1. nel 1759 i conti comunali evidenziano "… SPESE DI LETTI IN TRE GIORNI E TRE NOTTI AD UN CAPORALE E SERGENTE SPAGNOLI CHE VENNERO PER TARUFOLI."

  2. nel 1759: "…SEI LIBBRE E MEZZO DI TARTUFOLI PER IL SIG.CAPITANO DI CAVALLERIA."

  3. nel 1773: "PER RIFOSA DI TARTUFI MANDATI IN VENAFRO."

  4. nel 1785: PER DUE CORRIERI MANDATI IN S.GERMANO (CASSINO), COLLI TARTUFOLI AL COLONNELLO DELLA SQUADRA DI CAMPAGNA."

  5. ancora nel 1785: "AL CORRIERE DI ROCCASECCA SPEDITO PER GLI TARTUFOLI DA MANDARSI IN VENAFRO A S.M.D.G. (Sua Maestà Dio Guardi).

e le annotazioni proseguono ancora per tutto il Settecento e per l’intero Ottocento.

Campoli Appennino

  
 

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