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Dopo l’Impero Romano, Bizantini, Longobardi, Normanni, Svevi e piccoli feudatari si succedettero nel dominio delle terre di Ciociaria, lasciando ognuno di essi evidenti segni del proprio passaggio.
Le prime e vere trasformazioni geografiche ed amministrative si ebbero con l'invasione longobarda, in seguito alla quale le zone comprese tra il Garigliano e i Colli Albani presero il nome di Campagna, mentre quella lungo il litorale tirrenico assunse il nome di
Marittima.
Quella denominazione divenne ufficiale, quando il Sacro Romano Impero riconobbe lo Stato Pontificio, e si creò la Provincia di Campagna e Marittima, che comprendeva gran parte delle terre oggi conosciute come Ciociaria e con capoluogo l’attuale
Frosinone.
Alla fine del Medio Evo, nella provincia di Campagna e Marittima, governata dal funzionario delegato dal Pontefice, si consolidarono i domini feudali delle grandi
famiglie.
Intorno al XIII secolo, nelle terre più a Sud dell’attuale Ciociaria, iniziarono a manifestarsi e a diffondersi dei fenomeni caratteristici di queste zone conosciuti con il nome di “brigantaggio”. Alimentato soprattutto da criminali, ma anche da personaggi scomodi messi al “bando” dalle autorità regnanti e costretti a rifugiarsi tra le montagne, i briganti, vivevano di scorrerie e ruberie varie che perpetravano lungo tutto l’estremo Sud della provincia, tra
Sora, la Val di Comino e Cassino.
L’ordinamento della provincia di Campagna e Marittima fu mantenuto fino alla prima metà del sec.
XIX, quando fu istituita la Delegazione di Frosinone. Dopo l'annessione dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia (1870), la delegazione di Frosinone fu incorporata, insieme con quella di Viterbo, Velletri e
Civitavecchia, in una sola provincia, quella di Roma fino a riacquistare la propria autonomia nel 1927, quando fu elevata a provincia.
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Resti
del castello longobardo di Vicalvi (XII secolo) |
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La Ciociaria nell'anno 1000 d.C.
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La Ciociaria nell'anno 1300 d.C. |
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