Erminio Sipari 

(Alvito, 1° dicembre 1879 – Roma, 28 gennaio 1968) è stato un deputato, naturalista e ambientalista italiano.

Erminio Sipari fu deputato del Regno d'Italia e pioniere dell'ambientalismo e della conservazione della natura in Italia.

Ultimo di sei figli, si è laureato in ingegneria civile a Torino e specializzato in ingegneria elettrotecnica all’Istituto Montefiore di Liegi. Console di Pescasseroli del Touring Club Italiano e membro della Commissione per la conservazione delle natura dello stesso sodalizio ha perorato, fin dai primi anni del XX secolo, la realizzazione di un’area protetta nell’Appennino abruzzese, resasi indispensabile dal 1913, in seguito all’abolizione della Riserva reale dell'Alta Val di Sangro, per il concreto pericolo di estinzione di importanti specie faunistiche, quali il Camoscio d'Abruzzo e l’orso bruno marsicano.

Nel 1913, tra le fila del Partito Radicale, venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Pescina. Fu nominato Sottosegretario di Stato alla Marina nel 1921. Sedette in Parlamento sino al 1929, intervenendo soprattutto, con interpellanze, interrogazioni e disegni di legge, sia per la ricostruzione dei centri della Marsica distrutti dal terremoto del 13 gennaio 1915, sia per l’istituzione e la difesa del Parco nazionale d'Abruzzo.

Di quest’ultimo fu instancabile promotore: nonostante i veti ministeriali, dovuti soprattutto alla scarsa conoscenza dei parchi nazionali, Sipari riuscì ad inaugurarlo, in via privata, il 9 settembre 1922, grazie anche al sostegno del cugino Benedetto Croce, che scrisse per l'occasione la monografia di Pescasseroli.

Con la successiva istituzione legislativa, fu eletto primo presidente dell’Ente autonomo del Parco nazionale d'Abruzzo, carica che mantenne sino al 1933, quando gli enti autonomi dei due parchi esistenti, quello d'Abruzzo e quello del Gran Paradiso, vennero sciolti dal fascismo.

Durante tale decennio, Sipari si rese promotore, oltre alla creazione della Condotta forestale marsicana, primo Consorzio forestale d'Italia, di un progetto per la realizzazione di un’autostrada fra Roma e Napoli, con uscita a Cassino per il Parco nazionale d'Abruzzo, e della strenua difesa (peraltro vincente) dell’area protetta dai progetti della società Terni, che voleva realizzare due bacini artificiali per lo sfruttamento di energia idroelettrica nelle piane di Opi (Aq) e di Barrea. Tale opposizione, che comportò l’inimicizia di diversi gerarchi del Partito fascista legati alla lobby industriale, determinò per l'artefice del Parco la mancata nomina a senatore.

Sipari viene considerato dagli storici dell’ambiente tra gli “inventori” del più moderno modello di sviluppo sostenibile, avendo concepito e improntato la gestione del Parco nazionale d'Abruzzo sull’allora avveniristico legame tra conservazione naturalistica e sviluppo turistico.

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