Erminio Sipari
fu deputato del Regno d'Italia e pioniere dell'ambientalismo
e della conservazione della natura in Italia.
Ultimo di sei figli, si è
laureato in ingegneria civile a Torino e specializzato in ingegneria
elettrotecnica all’Istituto Montefiore di Liegi. Console di Pescasseroli del
Touring Club Italiano e membro della Commissione per la conservazione delle
natura dello stesso sodalizio ha perorato, fin dai primi anni del XX secolo, la
realizzazione di un’area protetta nell’Appennino abruzzese, resasi
indispensabile dal 1913, in seguito all’abolizione della Riserva reale dell'Alta
Val di Sangro, per il concreto pericolo di estinzione di importanti specie
faunistiche, quali il Camoscio d'Abruzzo e l’orso bruno marsicano.
Nel 1913, tra le fila del Partito
Radicale, venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel collegio
elettorale di Pescina. Fu nominato Sottosegretario di Stato alla Marina nel
1921. Sedette in Parlamento sino al 1929, intervenendo soprattutto, con
interpellanze, interrogazioni e disegni di legge, sia per la ricostruzione dei
centri della Marsica distrutti dal terremoto del 13 gennaio 1915, sia per
l’istituzione e la difesa del Parco nazionale d'Abruzzo.
Di quest’ultimo fu instancabile
promotore: nonostante i veti ministeriali, dovuti soprattutto alla scarsa
conoscenza dei parchi nazionali, Sipari riuscì ad inaugurarlo, in via privata,
il 9 settembre 1922, grazie anche al sostegno del cugino
Benedetto Croce, che scrisse per l'occasione la monografia di
Pescasseroli.
Con la successiva istituzione
legislativa, fu eletto primo presidente dell’Ente autonomo
del Parco nazionale d'Abruzzo, carica che mantenne sino al
1933, quando gli enti autonomi dei due parchi esistenti, quello d'Abruzzo e
quello del Gran Paradiso, vennero sciolti dal fascismo.
Durante tale decennio, Sipari si
rese promotore, oltre alla creazione della Condotta forestale marsicana,
primo Consorzio forestale d'Italia, di un progetto per la realizzazione
di un’autostrada fra Roma e Napoli, con uscita a Cassino per il Parco nazionale
d'Abruzzo, e della strenua difesa (peraltro vincente) dell’area protetta dai
progetti della società Terni, che voleva realizzare due bacini artificiali per
lo sfruttamento di energia idroelettrica nelle piane di Opi (Aq) e di Barrea.
Tale opposizione, che comportò l’inimicizia di diversi gerarchi del Partito
fascista legati alla lobby industriale, determinò per l'artefice del Parco la
mancata nomina a senatore.
Sipari viene considerato dagli
storici dell’ambiente tra gli “inventori” del più moderno
modello di sviluppo sostenibile, avendo concepito e improntato la
gestione del Parco nazionale d'Abruzzo sull’allora avveniristico legame tra
conservazione naturalistica e sviluppo turistico.
fonte Wikipedia,
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