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titolo ......... Mattino
autore ....... Giusy
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l'angolo della Poesia ... pensieri e parole
Tra sentieri pigri
mi trascino lenta.
Forte
d'indifferenza il passo
al richiamo delle cose accorro.
D'improvviso
ai miei occhi
il balenar delle tue acque placide.
Al ciglio della riva m'appresto.
Il tuo lago s'increspa
poi tosto s'assopisce
di nuovo sconcertato insorge
d'un tratto ancora s'acquieta
e tutt'uno col cangiar dei flussi
m'agita la paura del nulla
mi tranquilla il caldo avvertir
che l'esserci ha un senso.
Mi sporgo ad osservar
l'al di là delle sponde:
" sempre il verso è uno specchio ".
Sulle acque incostanti
riflesso il mio volto.
commenti alla poesia ........
L'incredibile svolgersi dell'esistenza può travalicare i confini, spesso molto esili, della quotidiana ragione, e permetterci di cogliere l'insospettabile.
L'esistenza sembra trascorrere con la sua pigra "indifferenza", con lo svolgersi delle solite cose, tutte già viste e riviste, sostanzialmente banali.
Ed ecco, finalmente, qualcosa che attira l'attenzione, sia pure senza particolari sconvolgimenti. Si tratta di una presenza tranquilla che, senza sconvolgere, attrae; si creano così nuove situazioni che, in un crescendo molteplice, diventando avvolgenti e significative: l'esistenza assurge ad una nuova e positiva condizione.
Ma cosa o chi si nasconde dietro questa inaspettata novità che, finalmente, ridona un senso alla vita stessa?
Molte volte abbiamo parlato della magia dell'incontro, sottilmente presente in molte poesie e - dobbiamo necessariamente riconoscerlo - anche nelle aspettative dei comuni mortali. Non siamo poi molto lontano dal vero se pensiamo a qualche momento grigio, quando sembra che nulla abbia senso proprio perché niente ci scuote dal torpore dell'inerzia, fin quando non appare una persona (che sia amore o comunque affascinante presenza) a ridare nuovo slancio vitale. E finalmente "l'esserci ha un senso"!
Tutto risolto, dunque. Eppure, proprio all'ultimo istante, ecco il disorientamento che, nello smarrimento, getta una nuova luce sul nostro mondo: il nuovo incontrato non è altro che il nostro riflesso.
Si apre, a questo punto, un nuovo fantastico ventaglio interpretativo. Per sinteticità limitiamoci a due opposte possibilità. La novità siamo noi stessi perché, in fondo, solo nella nostra interiorità possiamo scovare l'energia per guardare al mondo con rinnovato entusiasmo. Infatti, se restiamo vuoti, anche ciò che ci circonda diventa incolore.
Oppure, incontriamo davvero qualcuno che diventa significativo perché coincide a tal punto con il nostro essere da poter costituire un altro noi.
Da segnalare anche il linguaggio molto musicale, con belle espressioni, ricche di contrasto e spessore espressivo. Si veda, ad esempio, "mi trascino lenta. Forte d'indifferenza il passo"; oppure: "m'agita la paura del nulla mi tranquilla il caldo avvertir". Come è facile notare, non solo si tratta di termini molto incisivi, ma anche musicali e in armonica opposizione tra di loro.
Infine, anche la conclusione (ultimi due versi), giunge in maniera inaspettata, contribuendo a rendere la poesia originale e piacevole.
Roberto Folcarelli
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