Antonio Labriola 

filosofo e uomo politico,  (Cassino 1843-Roma 1904)

Insegnò filosofia teoretica, filosofia della storia e pedagogia all'Università di Roma. Di formazione hegeliana, avendo seguito all'Università di Napoli l'insegnamento di Tari,  De Sanctis e Spaventa, abbandonò ben presto l'hegelismo, per rivolgersi prima agli studi di psicologia sociale e alle teorie di Herbart e successivamente al marxismo, di cui approfondì la conoscenza attraverso una fitta corrispondenza con Engels. 

Dal 1895 fece opera di divulgazione del marxismo in Italia, pubblicando importanti saggi. In seguito Labriola si rese conto della necessità di costituire in Italia un partito delle classi lavoratrici che si valesse di un metodo rigorosamente marxista. Per questo, pur avendo auspicato la formazione di un partito dei lavoratori, non aderì a quello fondato da Turati, ritenendolo ideologicamente poco rigoroso. 

Negli ultimi anni Labriola fu impegnato in un acceso dibattito sull'eredità del marxismo, sulla sua influenza in campo filosofico e sulla sua strategia politica che lo vide in posizione assai critica nei confronti sia di Bernstein e Sorel sia di Gentile e Croce. 

  
  
     
  

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