narratore (Pico, 1908 - Roma 1979)
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La sua formazione si
svolse nell'ambito dell'ermetismo e della rivista d'avanguardia Letteratura;
ma dall'ideologia dell'avanguardia Landolfi si distinse per il suo rispetto
dell'integrità della parola, di cui pure denunciò la funzione
mistificatrice. Nella prima produzione del Landolfi ricordiamo: Dialogo dei
massimi sistemi (1937); La pietra lunare (1939); Le due zitelle (1944);
Racconto d'autunno (1947); La bière du pécheur (1953).
Del secondo Landolfi:
Ottavio di Saint-Vincent (1958); Landolfo VI di Benevento (1959); le pagine
diaristiche di Rien va (1963) e Des mois (1967); Un amore del nostro tempo
(1965); i Racconti impossibili (1966); Un paniere pieno di chiocciole
(1968); Del meno (1978), il dramma Faust '67 (1968), il dialogo Breve
canzoniere (1971), le poesie di Viola di morte (1972) e Il tradimento
(1977), i racconti di Le labrene (1974); A caso (1975) e le recensioni
raccolte in Gogol a Roma (1971).
Testimonianza dell'opera di Landolfi sono: l'antologia
postuma, curata da I. Calvino; Le più belle pagine di Tommaso Landolfi (1982) e
il volume Il gioco della torre (1987), che raccoglie i racconti pubblicati sul
Corriere della Sera. Landolfi fu anche traduttore appassionato di importanti
testi della letteratura russa (Gogol, Puskin, Dostoevskij).
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