patriota
e scrittore (Frosinone 1759 - Londra 1842)
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Tribuno nella Repubblica Romana del 1798, fu esule in
Francia, dove ebbe contatti con F. Buonarroti e da dove seguì i movimenti
settari italiani. Espulso dalla Francia nel 1823, si rifugiò a Londra. Nei
suoi scritti (Dell'Italia uscente il settembre 1818, 1818; Della forza delle
cose politiche, 1826; Esortazioni patrie, 1837), fondandosi su precisi dati
storico-politici, sostenne il metodo federativo; in letteratura fu, con A.
Cesari, strenuo assertore del trecentismo toscano.
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