attore e regista (Sora 1901-Parigi 1974)
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Esordì nel 1923 in
teatro, tre anni dopo nel cinema. Affiancando le due attività,
nel 1930 divenne primo attore e nel 1933 formò una compagnia teatrale con la
moglie,
distinguendosi in un repertorio molto vario. Lasciò le scene nel 1946 dopo un'ultima
impegnativa stagione. Nella veste di attore cinematografico si affermò col sonoro in
garbate commedie piccolo-borghesi e sentimentali, da Gli uomini, che mascalzoni!, 1932, a
Grandi magazzini, 1939.
Divo popolare negli anni Trenta, passò alla regia nel 1940,
rivelando il meglio nella commedia risorgimentale. L'anno seguente, nel film drammatico I
bambini ci guardano, preannunciava la grande stagione neorealistica di cui, nel
dopoguerra, sarebbe stato tra i rappresentanti più sensibili. Col fedele soggettista e
sceneggiatore Zavattini realizzò Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a
Milano (1950) e Umberto D. (1952), attingendo gli esiti più alti di un cinema che ha
saputo esprimere con dolorosa umanità i drammi sociali del nostro Paese
nellimmediato dopoguerra.
Alla punta acuta di questo filone, seguirono altri film
più o meno riusciti come Stazione Termini (1953), Pane, amore e fantasia (1953), L'oro di
Napoli (1954), Il tetto (1956), La ciociara (1960) che diede l'oscar a Sofia
Loren,
Il giardino dei Finzi-Contini (1970), Una breve vacanza (1973), Il viaggio (1974). In
alcuni di essi apparve come attore protagonista o come eccellente caratterista.
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