PICINISCO m. 725 - FORCA D'ACERO m. 1538
a cura della Sezione CAI di Gallinaro
 
 
Tempo di percorrenza:     ore 9 ca.
Dislivello in salita :      m. 1275 ca.
Dislivello in discesa:   m.   462 ca. 
Difficoltà:  E - EE periodo invernale -  (vedi tabella delle difficoltà del CAI) 

Da  Picinisco m. 725 si sale per il lago di Grottacampanara con  l’it.  O2 in ore 2,30 fino al santuario della  Madonna  di Canneto. Il  percorso inizia dalla Villa Comunale di Picinisco per una viuzza asfaltata che costeggia a mezza costa il vallone  dove scorre il fiume Melfa. Dopo un chilometro di via si giunge ad una sbarra che chiude la strada, superata la sbarra la via prosegue sterrata ed incassata nella  roccia. Lungo il percorso si incontrano alcune gallerie che si superano e dopo 4 Km si giunge alla diga di Grotta Campanara di proprietà dell'Enel. Una diecina di metri prima di un cancello giallo, si prende a destra per un sentierino che sale a mezza costa in una fitta boscaglia.
 
Santuario di CannetoBellissimo e suggestivo il panorama che si ammira tutto intorno. Sui costoni del vallone verdeggiano fitti boschi di faggio. A valle scorre impetuoso il fiume Melfa, che prima della diga artificiale forma un laghetto. Procedendo per il sentierino a mezza costa con ore 1.30 di cammino si giunge al Vallone di Canneto con l'omonimo Santuario a quota m.1021.
Dal santuario si prosegue per una carrareccia sterrata che risale tutta la valle a sinistra di Canneto con l’it. O1 fino alla fonte  Acquanera m. 1352 in ore 1. Dalla  fonte Acquanera, dove si trova un rifugio del CAI di Cassino, si prosegue lungo la carrareccia in lieve discesa, si supera la fonte La noce ed il casolare Bartolomucci, sul prato a destra. Si prosegue sulla carrareccia fino a raggiungere un punto dove la strada è interrotta per frana. Salendo per raggiungere l'altra parte della strada, si supera un'altra fonte a quota m. 1500 circa e deviando a sinistra lungo la carrareccia si raggiunge una curva dove a destra si sale ai Tre Confini, mentre andando diritti si prende il sentiero n. O3 del Parco. Si prosegue ancora per la carrareccia fino ad un punto dove la strada finisce  e  bisogna  salire a destra per un sentiero che passa in mezzo  a  dei fitti faggi centenari.
 
Usciti dal bosco dopo diversi zig-zag, si sale di alcuni metri per un  sentiero  che raggiunge  una  radura  pianeggiante.  Si  prosegue nella radura in salita per un sentiero che raggiunge un valico, da dove scendendo in diagonale al di sopra del Fondillo di Settefrati, aggirando la vallata, si raggiunge un valico  60  metri sotto la quota 2007.   
Da  qui  si scende nella valle Inguagnera raggiungendo un  grosso masso da dove ci si immette nell'it.n.P3. Scendendo si incontra un pozzo ed uno stazzo abbandonato e con l'it.n.P3 si raggiunge con una grossa diagonale a destra la S.S.n.509, da dove per via asfaltata si giunge al Valico di Forca d'Acero m. 1538.
 
Il valico di Forca d'Acero è attraversato dal confine tra l'Abruzzo ed  il Lazio: la Provincia dell'Aquila e quella di Frosinone. Al  confine sul lato abruzzese si trova un Rifugio di proprietà dell'Ente  Autonomo  Parco Nazionale d'Abruzzo. Il rifugio non  è custodito, ma vi è la possibilità di dormire, perché vi sono 20 posti letto nella camera del piano superiore, accessibile con una scala a pioli. Le chiavi si trovano a Pescasseroli nella sede del Parco.
 
Ufficio operativo Viale S.Lucia - 67032 PESCASSEROLI AQ - Tel. 0863/91.315.
Nel lato laziale si trova un bar con ristorante ed un paio di camere per dormire. Tel.0776/68666.
    
Servizio pubblico da Settefrati  per Santuario Madonna di Canneto e viceversa:
Il servizio pubblico funziona dal 1 maggio al 31 ottobre.  
da Settefrati:                               da Canneto:
partenza ore 09,40                        partenza ore 10.20                      
partenza ore 16.00                        partenza ore 16.40

 Appunti per l'escursionista:  ospitalità ... cosa c'è da vedere in zona >>>> 

  

Itinerari per escursionisti ed amanti della montagna
 
Percorso per escursionisti e amanti della montagna tratto da "Sentiero Italia, attraversamento del Lazio"  -  Percorso nr. 108 del "CamminaItalia" edito dal C.A.I.

  
     
  

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