Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Questo promemoria turistico (ci sono molti siti istituzionali e non che trattano in maniera completa l'argomento) è dedicato ad una delle risorse eco-ambientali più importanti del nostro territorio. Territorio molte volte bistrattato (sopratutto da chi ci amministra) e che merita ... senza ombra di dubbio ... maggiori attenzioni: sia per quanto riguarda la sua tutela, sia per l'immenso patrimonio culturale e ambientale che esso ci riserva.

 

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Assieme al Gran Paradiso sulle Alpi, è l'area protetta più famosa d'Italia, e una delle più conosciute in Europa. Il cuore più integro della dorsale appenninica, il territorio dove oltre ottant'anni di divieto di caccia e di taglio indiscriminato restituiscono un ambiente assai vicino al volto che queste montagne hanno avuto per millenni prima delle grandi trasformazioni territoriali dell'ultimo secolo. Il parco per antonomasia, dove agli escursionisti, l'incontro mozzafiato con l'orso o coi lupo può capitare davvero. Geograficamente parlando, l'area protetta comprende la Marsica Fucense, l'Alto Sangro, la valle Peligna, le Mainarde e la valle di Comino (queste ultime, rispettivamente, nel Molise e nel Lazio).

Ai cinquantamila ettari dei parco se ne aggiungono poi ulteriori centomila di area contigua, a caccia controllata. Boschi ininterrotti, praterie di quota, salti di roccia, laghi, torrenti e cascate sono lo scenario di escursioni con pochi confronti possibili. E’ soprattutto qui che va cercata la wilderness d'Abruzzo, la natura selvatica cui l'uomo contadino e allevatore ha voltato le spalle e dove adesso ritorna in punta di piedi il turista come a un santuario del silenzio e delle radici con la terra.

Il Paesaggio
L’identità geografica ed orografica dell'area protetta non è definita con nettezza. Così, a individuarne al meglio il contorno sono i rilievi che circondano dai due versanti l'alto corso dei fiume Sangro, che proprio ai confini settentrionali del parco ha le sue sorgenti. Tra il valico di Forca d'Acero e lo specchio d'acqua dei lago di Barrea ecco poi il cuore dei parco, costituito dal groppone verdeggiante di boschi dei monte Amaro (1852 metri) e dalle balze rocciose della spettacolare Camosciara, tra lo Sterpi d'Alto (1966 metri) e la cima dei Tre Mortari (1944 metri).
Oltre il valico di Forca Resuni, meta di alcune delle scarpinate più battute dagli escursionisti, si elevano infine i massicci della Meta e delle Mainarde, con cime che raggiungono e superano i 2200 metri. Il lago artificiale di Barrea, ottenuto nel 1951 con uno sbarramento sul Sangro, è l'unico lago piuttosto esteso del parco. Quelli di Scanno e di Castel San Vincenzo sulle Mainarde, il primo originato da una frana e il secondo di origine artificiale, sono appena aldilà dei confini mentre i bei laghetti Vivo e di Grottacampanaro sono di modesta estensione, tanto che almeno il primo si presenta talvolta del tutto asciutto a fine estate. Su molti dei rilievi più alti, come la Meta e il Marsicano, è ben evidente l'azione dei ghiacciai quaternari che modellando le rocce e quindi ritirandosi hanno lasciato dietro di sé circhi, morene, massi erratici. Alle acque piovane e meteoriche si devono invece altri fenomeni erosivi, talvolta dalle tracce imponenti come la forra spettacolare della Foce di Barrea: cinque chilometri dove le acque dei fiume Sangro scorrono sul fondo di una gola vertiginosa, dopo la parentesi statica e solare del lago di Barrea. Nel territorio del parco ricadono le riserve statali di Colle di Liceo e di Feudo Intramonti, istituite rispettivamente nel 1971 e nel 1972 all'interno dei territorio comunale di Civitella Alfedena.

L'Ambiente del Parco
Oltre la metà della superficie del parco è rivestita da foreste. Un manto lussureggiante che, se in estate è un rifugio di frescura, in autunno sa rivestirsi di un caleidoscopio di colori. Tra gli 800 e i 1200 metri di quota prevalgono i querceti, soprattutto a cerro misto ad aceri, carpini e i meli selvatici dai frutti così preziosi per l'alimentazione dell'orso. La fascia altitudinale più elevata, la più rappresentata e naturale, è invece il dominio della faggeta.
Quelle alla Camosciara nella valle Jannanghera, alla Difesa in Val Fondillo, sono solo alcune delle più note. In Val Cervara, nel territorio di Villavallelonga, i botanici in anni recenti hanno individuato una faggeta tra le più antiche d'Europa, con alberi che raggiungono e forse superano i cinquecento anni di età. Per contenere il taglio dei boschi, nella maggior parte di proprietà pubblica, l'ente parco versa ai Comuni un indennizzo per il mancato guadagno ricavato dalla vendita dei legname oppure prende in affitto i terreni. Quanto alle pinete, qui si incontrano solo presso il paese di Villetta Barrea, costituite dall'endemico pino nero di Villetta Barrea, e alla Camosciara con il pino mugo. la flora comprende altri e più appariscenti endemismi tra cui L'Iris marsica, assieme a specie comunque rare e di grande bellezza come la scarpetta di Venere, il giglio rosso e il martagone, Vaquilegia, la genziana appenninica, Oltre alle piante superiori, è stata inoltre documentata dagli studiosi la presenza di 342 specie di funghi, 151 di licheni, 174 di muschi, 36 di epatiche.

La fauna
Il più esclusivo e raro è l'orso. Di taglia leggermente ridotta e a dieta generalmente vegetariana, la sottospecie marsicana del piantigrado è rappresentata oggi da una popolazione di alcune decine di esemplari, il cui numero esatto è attualmente ignorato dagli stessi zoologi. Mediamente un maschio adulto pesa intorno ai 100-150 kg (le femmine sono più piccole) ed una lunghezza massima di 1,5-1,8 metri. E’ un animale legato preferibilmente agli ambienti forestali, anche se si adatta ad una grande varietà di condizioni ecologiche, in particolare verso la fine dell'estate, infatti - come ben sanno gli agricoltori dei settore più meridionale della Piana del Fucino, ad esempio - è fortemente attratto verso le campagne a quote più basse dalla maturazione del mais, di alcuni ortaggi come le carote e del l'uva.
Quanto al lupo, vive in branchi di alcuni individui e la sua è una presenza diffusa e consolidata, come testimoniano le impronte lasciate sulla neve durante i mesi invernali. La sua alimentazione è prevalentemente a base di carne, che sempre più spesso si procura predando una specie come il cinghiale in continua espansione territoriale ed incremento numerico. Tra i carnivori segnalati nei parco da qualche tempo figura anche la lince. Lo status di questo splendido felino in Abruzzo è ancora sconosciuto, anche se l'origine degli individui avvistati sporadicamente sembra legata al rilascio (non ufficiale) di esemplari di probabile provenienza slovacca. Passando dai predatori alle prede, altri grandi mammiferi che si possono osservare - stavolta con assai minore difficoltà - nel territorio del parco nazionale sono i camosci, i caprioli, i cervi, presenti con alcune centinaia di esemplari. L’incontro coi camosci della Val di Rose, i più confidenti d'Europa, è tra gli appuntamenti irrinunciabili per ogni visitatore dell'area protetta. Anche i numerosi cervi si lasciano osservare con facilità, in particolare durante la stagione dei bramiti (a fine estate) quando i boschi e le radure riecheggiano dei versi particolarissimi dei maschi in amore. Tra gli uccelli, aquile reali e falchi pellegrini frequentano gli habitat rupestri per la nidificazione insieme a gracchi alpinini e corallini.

Cosa fare
Contattando gli Uffici dei Parco si ha la possibilità di scegliere tra numerose attività. Escursioni a piedi lungo gli itinerari ecoturistici (circa 150 per una lunghezza complessiva superiore a 250 krn), a cavallo, in canoa, in bicicletta, con gli sci di fondo, seminari, visite guidate ai Centri e alle aree annesse, programmi di volontariato e altro ancora. Esperienze uniche che permettono di scoprire le bellezze naturali, le tradizioni, la cultura e i sapori che caratterizzano quest'area. Momento privilegiato di contatto con la ricchezza naturalistica del Parco è inoltre offerto dalle passeggiate lungo i Sentieri Natura, brevi itinerari in prossimità dei villaggi e di alcuni Centri Visita da percorrere in piccoli gruppi e in “religioso silenzio" nel rispetto della flora e della fauna circostanti. Tra questi si segnala il Sentiero Natura che parte da Barrea lungo il quale si possono osservare i rapaci che popolano il territorio.

Nel cuore dei Parco si' può sciare sulle piste vicino a Pescasseroli che scendono sui fianchi del Monte delle Vitelle, ma anche a Scanno partendo dalle seggiovie che portano al Rifugio Monte Rotondo o dagli skilift di Passo Godi dove è in funzione anche un anello per lo sci di fondo e alcuni itinerari escnrsionistici.
Per i fondisti ci sono anche le piste di Opi-Macchiavarna e percorsi escursionistici che partono da Pescasseroli.

Da non perdere: La Riserva Integrale della Camosciara, la Val di Rose, le Riserve Naturali "Feudo Intramonti" e "Colle di Licco" nel territorio di Civitella Alfedena e “Lago di Pantaniello" a Barrea (gestione Corpo Forestale dello Stato - Castel di Sangro Tel. 0864-845938).

Gestore: Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
Sede: Viale Santa Lucia - 67032 Pescasseroli (AQ)
Tel: 0863/91131
Fax: 0863/912132

Superficie: 50.000 ettari, con un'area contigua di circa 80.000 ettari
Nucleo originale: 500 ettari
Ampliamenti: 17.500 ettari nel 1923, 10.000 ettari nel 1925, 2000 ettari nel 1926, 10.000 ettari nel 1977, 4.000 ettari nel 1990, 6.000 ettari nel 2000;

Province: L'Aquila, Frosinone, Isernia
Istituzione: anno 1922, per iniziativa privata; anno 1923, con legge dello Stato

Informazioni e-mail: info@parcoabruzzo.it
Sito internet del parco: www.parcoabruzzo.it
 

testo tratto dal volume “Parchi d'Abruzzo" edito dal CTS
foto tratte da www.parcoabruzzo.it e www.parks.it


 

 

 

  
 

Ambiente e natura

 
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

 
Ambiente e natura

 

La Camosciara
Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
La Camosciara
Scanno
Orso marsicano

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Val Fondillo
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