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Ci ha lasciato Nino
Manfredi, un grande del Cinema Italiano.
Era l'ultimo dei moschettieri (Manfredi, Sordi, Tognazzi e Gassman), con Nino
Manfredi, se ne va uno degli attori italiani più popolari, una delle icone del cinema
italiano, un ciociaro
verace.
Attore di grande sensibilità e di immediata
simpatia, raggiunse la popolarità alla fine degli anni Cinquanta grazie ad una serie di film fortunati e di celebri macchiette televisive (come quella del ciociaro di
Ceccano).
Aveva compiuto
83 anni nel marzo scorso, e in 55 anni di carriera ha recitato in oltre 110
film, diretto da Vittorio De Sica, Ettore Scola, Nanny Loy, Alessandro
Blasetti, Antonio Pietrangeli, Luigi Zampa, Dino Risi e Luigi Magni.
Indimenticabile interprete di ''C'eravamo tanto amati'', memorabile Geppetto nel ''Pinocchio'' televisivo di Luigi
Comencini, Saturnino Manfredi, detto Nino, al cinema aveva debuttato nel '49 con il film
''Torna a Napoli'' di Domenico Gambino e alla sua carriera di attore si e' dedicato fino all'ultimo
istante, dividendosi, tra teatro, cinema e televisione.
Si impose al grande pubblico cinematografico con “L'impiegato” (1960), su testo anche
proprio, aggiungendosi a
Sordi, Tognazzi, Mastroianni e Gassman nel tracciare il ritratto dell'italiano
medio, da lui delineato in modo sempre più fine e personale: da “Anni
ruggenti” (1962) a “Questa volta parliamo di uomini” (1965), a “Straziami, ma di baci
saziami” (1968), da” Il padre di famiglia” (1967) a “Pane e cioccolata” (1974). Già regista nel 1962 con “L'avventura di un
soldato”, ottenne un notevole successo nel 1971 quale autore-attore di “Per grazia
ricevuta”.
Negli anni Settanta accentuò i suoi virtuosismi mimici in film quali “Le avventure di Pinocchio” (1972), “Brutti, sporchi e
cattivi” (1976), “In nome del papa re” (1977). Nel corso degli anni
Ottanta, Manfredi ha alternato l'attività cinematografica a quella teatrale, interpretando e dirigendo lavori
propri.
E' stato infine protagonista del serial Tv "Un commissario a Roma" (1993) e del fortunato "Linda e il
brigadiere" (1997).
Noi lo vogliamo ricordare anche e soprattutto perché ciociaro. Nato il
22 marzo del 1921 a Castro dei Volsci in provincia di Frosinone e
cresciuto a Pastena, quando ha potuto ha sempre cercato la sua terra ed i suoi
vecchi amici, la sua Ciociaria che ha sempre amato senza mai rinnegarla, quella
terra che lo ha proiettato tra i grandi del cinema e della televisione italiana.
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