Il museo è ospitato all’interno di spazi afferenti ad un ex
convento francescano con annessa chiesa, che occupa circa 5000 mq.
Rimaneggiato ed ampliato più volte nel corso dei secoli – soprattutto dopo il
terremoto del 1654 – il complesso fu sostanzialmente ristrutturato dopo il 1860,
allorché divenne sede della Sottintendenza comunale ma il terremoto del 1915
generò l’esigenza di un altro intervento.
Dell’antica struttura sopravvivono le grandi finestre ogivali al piano superiore
e le murature interne; della fase più moderna, i muri perimetrali del lato
meridionale e il chiostro interno.
A partire dal 1984 l’edificio fu nuovamente restaurato.
Una parte del complesso ospita la sezione distaccata del Tribunale di
Cassino, mentre un’ala del pianterreno è adibita a museo permanente e a
spazio espositivo di mostre temporanee. Lo spazio adibito a museo permanente
è una parte piuttosto ampia dell’area a pianterreno e occupa un braccio del
convento, gli ambienti di servizio ed un cortile interno.
Il Museo della
Media Valle del Liri documenta la storia della città di Sora e del suo
territorio attraverso un allestimento improntato su criteri cronologici,
topografici e tematici articolati in sette sezioni, dalla preistoria al
medioevo. Nel palazzo secentesco di piazza Mayer
Ross, sono esposti e conservati vari reperti fittili, un abbondante
lapidario in massima parte di proprietà comunale ed un ricco fondo
fotografico e cartografico anche antico. Il percorso è illustrato da
pannelli didattici bilingue corredati da foto e disegni.
La collezione attualmente posseduta dal Museo della media valle del Liri
si è formata gradualmente e in momenti diversi.
Il primo nucleo acquisito fu il materiale epigrafico raccolto alla fine del
sec. XIX in ambito comunale dall’ispettore De Nino.
Il secondo nucleo, composto da un vasto repertorio fittile di varia
provenienza e non sempre omogeneo, fu raccolto nel 1980 da alcuni studiosi
del Centro di studi sorani “V. Patriarca”, in particolare Eugenio Maria
Beranger e Marcello Rizzello.
Il terzo nucleo si costituì gradualmente a partire dal 1999, anno in cui
Alessandra Tanzilli assunse la direzione scientifica del costituendo museo.
Tale nucleo conta oggetti – frammenti architettonici e plastici, una stele
funerarie, epigrafi – raccolti nel territorio comunale, essenzialmente
provenienti dalle due campagne di scavo condotte alla fine degli anni ’70
nella cattedrale, dalla chiesa di Santa Restituta e da scuole, in
particolare l’ex Istituto tecnico commerciale, oggi sede del polo
universitario, in via Napoli, dove erano in deposito.
Tra i reperti più significativi si ricordano quelli provenienti dall’area
cultuale del tempio, eretto in concomitanza della prima colonizzazione (fine
IV secolo a.C.) e poi inglobato nella cattedrale (gli altari, il thesaurus,
l’iscrizione metrica votiva, il frammento con il complesso figurato di
Ercole), quelli recuperati dai depositi votivi della valle del Liri e il
lapidario (epigrafi onorarie, statue loricate, stele funeraria di togato) di
età repubblicana relativo alla seconda colonizzazione della città (fine I
secolo a.C. – prima metà I secolo d.C.).
Il Museo è anche occasione di ricerca e di studi per gli studenti di ogni
ordine e grado: nel laboratorio didattico “Il Museo a scuola - la scuola nel
Museo” i ragazzi potranno imparare - a contatto con i documenti materiali e
con un approccio diretto quindi alle fonti - La storia, l’educazione civica,
la storia dell’arte ed il disegno.
Il Museo diventa struttura all’aperto ed itinerante con i percorsi
guidati dagli operatori museali nei tre parchi archeologici presenti nel
territorio comunale: quello di monte S. Casto con le mura poligonali -
erette dalle tribù volsco-sannite stanziate a difesa dell’oppidum dai
conquistatori romani - e medievali (XIII- XVI sec.), il secondo al tempio
capitolare - un vero unicum in tutto il Lazio per la caratteristica sagoma a
doppio cuscino del podio, per le poderose sostruzioni e l’alzato
perfettamente conservati -, il terzo all’abbazia di S. Domenico abate, sorta
nell’XI sec. alla confluenza del Fibreno con il Liri sul luogo natale di
Cicerone e costruita con materiale di spoglio proveniente dalla vicina area
funeraria, frequentata soprattutto tra il I sec. a. C. edili sec. d. C., e
da ville rustiche presenti in zona.