il museo 

Sale espositive interne 1
Area con resti fossili di elefante, bue e cervi rinvenuti a Isoletta 2
Zanna di elefante preistorico 3
Sale con pannelli illustrativi 4
Cranio di elefante da Isoletta 5
Espositori di manufatti litici preistorici 6
Chopper in quarzite da Castro dei Volsci 7
Foto nr. 1
Sale espositive interne
Foto nr. 2
Area con resti fossili di elefante, bue e cervi rinvenuti a Isoletta
Foto nr. 3
Zanna di elefante
preistorico
Foto nr. 4
Sale con pannelli
illustrativi e plastici
Foto nr. 5
Cranio di elefante da Isoletta
Foto nr. 6
Espositori di
manufatti litici preistorici
Foto nr. 7
Chopper in quarzite da Castro dei Volsci

Il piano di allestimento scientifico, elaborato da Italo Biddittu, approvato e finanziato dalla Regione Lazio e dalla Comunità Europea, prevede un percorso espositivo articolato in quattro sezioni:

- la prima sezione, introduttiva, sui problemi generali e sull'evoluzione degli aspetti morfologici del territorio: scenario, nei tempi variabile, in cui uomini e animali ora estinti hanno effettuato la loro comparsa;

- la seconda sezione rappresenta una sintetica illustrazione dei problemi dell'origine dell'uomo in Africa, del popolamento in Asia e nel Medio Oriente, quindi l'arrivo dell'uomo in Europa. Questa sezione è illustrata con l'esposizione di calchi di ominidi fossili dagli Australopiteci (Lucy, A. africanus, A. robustus ) all'Homo erectus,  attraverso fossili asiatici ed europei;

- la terza sezione inizia proprio da questo punto: dopo l'illustrazione dell'Uomo di Ceprano (800.000 anni), che costituisce una delle testimonianze più antiche della presenza umana in Europa,  il percorso espositivo prosegue con la presentazione dei giacimenti di Ceprano-Campogrande, Arce, Anagni-Colle Marino, Castro dei Volsci. Da questi giacimenti provengono manufatti in pietra e rare faune che confermano la presenza dell'uomo nell'Italia centrale tra un milione e 600 mila anni fa.

Segue quindi la fase successiva, caratterizzata dalla presenza di manufatti litici più elaborati in cui assume particolare significato tipologico e cronologico l'amigdala. Nel Lazio meridionale interno questa fase è diffusa su vaste aree, da Anagni a Cassino, ed è perdurata per lungo tempo (tra 600 mila e 200 mila anni ).

Nei siti in cui si trovano le testimonianze (Anagni-Fontana Ranuccio, Ceprano-Campogrande e Colle Avarone, Isoletta, S.Giovanni Incarico - Lademagne, Pontecorvo, Pignataro Interamna) sono anche frequenti resti fossili di animali (Elefanti, Buoi, Cervi, Cavalli, Ippopotami, Rinoceronti...) che testimoniano le variazioni del paesaggio, degli ambienti e del clima col trascorrere dei millenni.

In questa fase si collocano i resti umani di Anagni-Fontana Ranuccio, rappresentati da quattro denti datati 458.000 anni. Ampio spazio è dato nel museo alla esposizione di faune fossili e manufati litici provenienti dai recuperi e dagli scavi della Soprintendenza Archeologica del Lazio lungo il percorso T.A.V., soprattutto dai giacimenti di Castro dei Volsci e di Isoletta.

- la quarta sezione è quella dedicata a Pietro Fedele, che malgrado le immaginabili difficoltà, ha avuto fede nei risultati delle ricerche e nel futuro del museo.

Qui sono esposti soprattutto i reperti preistorici provenienti dal territorio di Pofi: le faune, i manufatti e i resti umani di Cava Pompi (Uomo di Pofi, datato tra 400.000 e 300.000 anni),  faune e manufatti su osso dal Fosso Meringo, una scelta dei manufatti del Paleolitico medio e superiore provenienti dalle ricerche di superficie e per finire le punte di freccia e i manufatti litici dal Neolitico all'età dei metalli che concludono il percorso didattico.

Gli espositori  sono stati realizzati in modo da prevedere una sezione tattile per bambini e per non vedenti con testi in Braille. Il percorso didattico del museo presenta materiali di grande interesse per la preistoria italiana, che sono stati riconosciuti e studiati da vari enti come l'Istituto Italiano di Paleontologia Umana  e la Soprintendenza Archeologica del Lazio.

Il museo mantiene rapporti di collaborazione anche con il museo preistorico Luigi Pigorini di Roma e con istituzioni internazionali come il Centre Europèen de Recherches Prèhistoriques de Tautavel e l'Università di Tarragona in Spagna.

Gruppi di studiosi francesi, georgiani (Caucaso) e spagnoli hanno effettuato ricerche e studi nell'ambito di un piano di collaborazione internazionale. A loro si affiancano naturalmente studiosi italiani specialisti di varie discipline connesse agli studi sulla preistoria. 

Il Comune di Pofi ha recentemente deliberato di affidare alla Trerus Onlus alcune attività di gestione (operative, di guida e didattiche) per incrementare i servizi e ampliare i rapporti con il pubblico e con le scuole.

 

 (Testi e immagini © - Museo Preistorico di Pofi)

   
 
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Tel. 0775/380380
     
  

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