Agli ultimi anni del IV sec.
a.C.
risalgono le prime notizie storiche concernenti Frusino, tramandate da Tito Livio e da Diodoro Siculo: dopo aver
spinto i confinanti Ernici alla rivolta contro Roma i Frusinates, decurtati di un terzo del loro territorio, cadono
definitivamente nell'orbita romana, forse con la condizione di
cittadini senza diritto di voto e amministrati da praefecti
nominati dal pretore urbano.
Per il periodo che segna la
trasformazione di Frusino
da insediamento volsco a centro romano i documenti archeologici
attestano l'esistenza di una committenza agiata che utilizza
manufatti di lusso importati da altri centri e prodotti
raffinati di gusto ellenizzante, come è il caso degli specchi
in bronzo e delle ceramiche provenienti da contesti funerari
databili a partire dall'inoltrato IV sec. a.C.
Molto poco rimane attualmente della
città romana, circondata da mura almeno dalla fine del III sec. a.C., come si ricava da Livio che le menziona per l'anno 202 e
attraversata dalla via Latina, che doveva superare il Cosa
passando sul ponte in località Mola Nuova, dove, tra la fine
del I e l’inizio del II sec. d.C., si colloca l’anfiteatro.
Le strutture superstiti del monumento,
gravemente alterato da interventi moderni e di cui il Museo
espone un plastico ricostruttivo, appartengono alla sostruzione
della cavea, la parte destinata agli spettatori forse
costituita, a Frosinone, da un unico ordine di gradinate. Alle
estremità dell'asse maggiore dell'edificio, dalla tipica forma
ellittica, si aprivano gli ingressi principali all'arena, lo
spazio centrale in cui si svolgevano i munera
(lotte tra gladiatori) e le venationes
(combattimenti con fiere).
La realizzazione dell'anfiteatro e le
altre testimonianze archeologiche pervenuteci, come la tomba in
località S. Angelo e le sculture in marmo trovate presso piazza
Garibaldi, sono indici dello svolgersi di impegnative attività
a carattere edilizio e ornamentale.
Tali
attività, sia pubbliche che
private, dimostrano che Frusino,
ricordata in una delle satire di Giovenale come luogo tranquillo
e gradevole, dovette mantenere una certa vitalità ancora in
epoca imperiale.
1. Frosinone,
La Pescara. Vasellame ceramico (IV sec. a.C.)
2.
Frosinone,
Fraginale. Cratere a
vernice nera (IV sec. a.C.)
3.
Frosinone,
Via Aldo Moro. Specchio in
bronzo con decorazione incisa
fine IV-III sec.
a.C.)
4.
Frosinone, Piazza Garibaldi.
Testa di fanciullo in marmo (I-II sec. d.C.)