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Sorta sui resti di due templi
dedicati a Giove e ad Apollo e un presidio romano, l'Abbazia
di Montecassino deve la sua fondazione a San
Benedetto. Attorno al 529, egli gettò le fondamenta della casa per i monaci e dei due
oratori l'uno vicino alla casa, l'altro sulla cima del monte, dove poi sarebbe sorta la
basilica.
La santità della vita di Benedetto e
dei suoi seguaci ne fece un centro religioso di gran richiamo, dove la preghiera si univa
con lo studio e il lavoro manuale. La fondazione dell'abbazia favorì nel
corso del secolo
VI, e in quelli a seguire, lo sviluppo urbanistico della zona, dandole floridezza e
benessere economico, secondo quella particolare tendenza che caratterizzò in Italia gli
insediamenti sorti per la presenza e l'impulso dei primi centri monastici.
Distrutto dall'invasione longobarda,
il primo monastero risorse quando i benedettini tornarono a Montecassino da Roma,
intorno al 720. Già nel secolo VIII l'abbazia si affermava come importante centro di
cultura e Paolo Diacono vi fondava uno scriptorium, dove furono trascritte molte opere
antiche e che divenne uno dei principali centri di diffusione della scrittura
beneventana.
Dopo un periodo dabbandono per
le distruzioni inferte dai Saraceni, il monastero cominciò a rifiorire per opera
dell'abate Aligerno e del papa Vittore III, raggiungendo il massimo splendore sotto
l'abate Desiderio, che nella seconda metà del secolo XI fece ricostruire il complesso
monastico dotandolo di una grande basilica, consacrata nel 1071. Alla grandiosa opera di
ricostruzione furono chiamati architetti lombardi e amalfitani oltre a pittori provenienti
da Bisanzio. La presenza e l'attività di questi ultimi a Montecassino sono all'origine
della scuola cassinese di pittura, sviluppatasi appunto nel corso del secolo XI e
documentata tra l'altro dagli affreschi che decorano la chiesa di S. Angelo in Formis
della seconda metà del sec. XI.
L'abbazia occupò una posizione
primaria nell'ordine e nella Chiesa fino al 1349, allorché fu gravemente danneggiata da
un terremoto che aprì un lungo periodo di decadenza. Ricostruita dal secolo XVI al secolo
XVIII, accolse nel suo ultimo aspetto caratteri del tardo Rinascimento ma nel prosieguo
dei lavori si configurò come monumento architettonico dell'età barocca.
Dopo la totale
distruzione avvenuta
il 15 febbraio 1944 per effetto dei bombardamenti anglo-americani dovuti ad una decisione
affrettata dei comandi, erroneamente convinti che il monastero fosse stato trasformato in
un caposaldo tedesco, una complessa opera di riedificazione ha ridato all'abbazia
l'aspetto originario, secondo la sua pianta rettangolare aperta sul disegno dei tre
chiostri, dei secoli XVI e XVIII, con la grandiosa basilica a tre navate, secondo il
progetto originale.
Nel 1950 sono state ritrovate le
reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica, ora sistemate nell'altare maggiore. Pressoché integra si è conservata la cripta, decorata nel 1913 dagli artisti della
scuola tedesca di Beuron.
L'abbazia
conserva tuttora
la sua famosa biblioteca, pur gravemente compromessa
dalle distruzioni belliche: del ricchissimo patrimonio, frutto di un immenso lavoro
culturale, oggi si conservano ancora oltre 1.000 codici, 40.000 pergamene e tutto il fondo
delle opere a stampa con 250 incunaboli.
Il primo documento ufficiale
del volgare nostrano, conservato nella biblioteca di Montecassino, è del 960. Si tratta del cosiddetto "Placito Capuano", un atto
giudiziario nel quale tre testimoni garantivano l'appartenenza di certe terre al Monastero
di Montecassino con la seguente formula: "SAO KO KELLE TERRE, PER KELLE FINI QUE KI
CONTENE, TRENTA ANNI LE POSSETTE PARTE SANCTI BENEDICTI" (So che quelle terre, con
quei confini che qui si descrivono, le possedette trenta anni l'ordine di San Benedetto).
La
biblioteca è stata dichiarata
monumento nazionale e rientra nel novero delle biblioteche pubbliche statali. Inoltre, all'interno
dell'Abbazia, è visitabile un interessante museo,
dove vengono conservate numerose opere e reperti di grande pregio e valore, tra
cui: manoscritti,
libri, disegni e stampe; resti della Basilica, reperti etruschi e di arte
romana; statuette lignee, vasi ellenici, etruschi e italici; pitture e sculture
benedettine, ricami e merletti.
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