- Quando nel 1988
organizzammo la prima edizione del Liri Blues, Isola del Liri attraversava
il momento forse più buio della storia del suo dopoguerra.
- Le industrie chiudevano man
mano e la nostra gente, gente di fabbrica estromessa da un lavoro che
sembrava sicuro, viveva con rassegnazione e tristezza la sua crisi
industriale.
- I pochi bar
vuoti, l’arredo
urbano fatiscente, qualche ristorante, la vita sociale spezzata, neanche
più la passeggiata serale…
- Antonio, Massimo,
Pietro,
Andrea e gli altri erano poco più che adolescenti, con una grande voglia
dentro di crescere, di stare insieme e di combattere la noia.
- Oggi, la situazione è
cambiata anche se i problemi non mancano e la vita è a volte difficile.
Isola del Liri è una città vivibile, accogliente e con ampi margini di
crescita.
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- I ragazzi del Liri Blues sono
ormai “grandi”, hanno incontrato personalità straordinarie della
scena musicale internazionale, sono sempre più numerosi e costituiscono
una équipe organizzativa efficiente e professionale, invidiata da tutti i
festival nazionali.
- Si sono misurati con difficoltà
di ogni genere, hanno sacrificato il loro tempo libero per il bene della
città in maniera gratuita, senza mai nulla a pretendere, se non la
t-shirt con la scritta visibile “staff”.
-
- Hanno fatto sì che questa
città diventasse famosa in tutto il mondo attraverso un festival
musicale.
- Ad essi va il mio
ringraziamento, ad essi Isola del Liri deve rispetto e gratitudine. Oggi
che la carica istituzionale mi allontana da loro che sono dietro le
transenne, il mio impegno dovrà essere sempre più forte affinché i
giovani possano maturare la consapevolezza che è possibile costruire e
realizzare anche i sogni più arditi.
- Noi adulti, che ci occupiamo
di politica e abbiamo la presunzione di sapere senza conoscere, dobbiamo
prendere esempio.
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- Luciano
Duro
- Assessore
alla Cultura