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La quarta distruzione di Montecassino (la prima tra gli anni 577 e 589 ad opera dei Longobardi; la seconda nell'883, ad opera dei Saraceni; la terza nel 1349 a causa di un terribile terremoto)
fu
la più tragica e la più assurda.
Tra il
15 e il 18 febbraio del 1944, per effetto dei bombardamenti anglo-americani, dovuti ad una decisione affrettata dei comandi, erroneamente convinti che il monastero fosse stato trasformato in un caposaldo tedesco,
caddero su Montecassino tonnellate di bombe, incessantemente, fino a distruggere,
riducendo in un ammasso di pietre, tutto quello che per quasi un millennio e mezzo la cultura e il lavoro benedettino avevano
costruito. La guerra! Forse anche un errore di tattica militare. Sicuramente un ennesimo atto vandalico, a torto o a ragione.
Rasa al suolo l'Abbazia, dopo il bombardamento del 18 febbraio, i Tedeschi erano ancora lì, incolumi, pronti a piazzare le loro mitragliatrici e artiglierie, che vomitarono fuoco ancora per tre mesi, fino al maggio successivo. Bisognerà radere al suolo l'intera città di Cassino e molti paesi circostanti, tra cui Piedimonte S.
Germano e Cervaro, prima di spezzare la Linea Gustav e aprire agli Alleati l'accesso a Roma e quindi alla Liberazione.
LA
BATTAGLIA DI MONTECASSINO
La
prima battaglia si svolse tra il 20 ed il 31 gennaio 1944 in concomitanza con
lo sbarco anglo-americano di Anzio e si concluse con un nulla di fatto per le forze
Alleate. Il
10 febbraio fu quindi ripresa l'offensiva e
l'abbazia di Montecassino, erroneamente creduta occupata dai Tedeschi, fu completamente
distrutta da diversi bombardamenti aerei (15 - 18 febbraio 1944). I paracadutisti della I a divisione tedesca ne
occuparono prontamente le macerie e respinsero i successivi attacchi delle truppe
neozelandesi del generale Freyberg.
La successiva battaglia
del 17 e 18 febbraio terminò con un netto insuccesso alleato. Gli attacchi degli alleati
iniziarono di nuovo il 15 marzo e dopo due giorni di lotta la città fu quasi
completamente occupata dalle truppe neozelandesi, ma l'abbazia non poté essere occupata e
la linea difensiva tedesca resistette. Il 23 marzo furono
perciò sospesi gli attacchi che ripresero nella notte dell'11 maggio con un'intensa
preparazione d'artiglieria. La resistenza dei Tedeschi fu infine superata da
un attacco
generale condotto nella notte tra il 17 e il 18 maggio dal XIII corpo britannico, dal II
corpo canadese e dal II corpo polacco. La via verso Roma era
così aperta, infatti, il 25 maggio le truppe provenienti da Cassino si incontrarono
presso Littoria con quelle sbarcate ad Anzio e il 4 giugno entrarono in Roma.
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raccolta
fotografica: Dal Volturno a Cassino
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