Capoluogo della provincia omonima; comune con
48.287 abitanti. È situata a 290 m s.m. nel cuore della Ciociaria, sulla sommità
di un rilievo collinare.
Il nucleo originario dell'abitato, raccolto nella
parte più elevata del colle intorno alla cattedrale, si sviluppò lentamente nel
corso dei secoli con struttura irregolare, dovendo adattarsi alla morfologia
assai irregolare del rilievo.
La popolazione, si aggirava intorno ai 3.000
abitanti all'inizio del secolo XVIII, ma la costituzione della città a capoluogo
di provincia (1927) con le nuove funzioni amministrative a esso collegate ne
hanno favorito sensibilmente lo sviluppo.
Gravemente danneggiata dalla guerra e ricostruita
in gran parte, la città raggiungeva agli inizi del 1950 circa 24.000 abitanti.
Di origine volsca, conosciuta ai quei tempi col nome di Frusino, fu conquistata
nel 386 a. C. da Mario Furio Camillo, nell'età imperiale fu elevata a colonia.
Nell'alto Medioevo fu possesso ora dei Bizantini, ora dei Longobardi, nel 702 fu
devastata da Gisulfo, duca di Benevento, e nel 798 fu presa da Carlo Magno che
nell'817 la donò alla Chiesa. Conquistata successivamente da Saraceni, Normanni,
Svevi e Angioini, nel 1350 fu distrutta da un terremoto.
Ricostruita nel 1527, fu saccheggiata dai
lanzichenecchi, nel 1556 dagli Spagnoli e nel 1798 dai Francesi. Durante
l'ultimo periodo del governo pontificio è stata capoluogo delle province di
Campagna e Marittima.