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Martino Filetico e Vittorio Giovardi, due illustri
concittadini che, per l'opera svolta secoli addietro,
rappresentano ancora oggi dei rari e preziosi esempi di
altruismo e dedizione verso la propria terra d'origine.
La città di Ferentino, dopo il gesto straordinario di quell'altro suo illustre cittadino che fu
Aulo Quintilio si è potuta gratificare anche attraverso l'opera educativa e disinteressata di un’altro suo figlio
adottivo,
Martino Filetico. Fondatore a proprie spese di una gloriosa e antichissima istituzione scolastica ciociara (fine del 1400), a vantaggio dei ragazzi i cui genitori non potevano permettere loro una adeguata istruzione,
Martino Filetico fu soprattutto insigne umanista e letterato dell'epoca. Come istitutore o insegnante fu chiamato un po' in tutta Italia. Ebbe rapporti e relazioni di studio con tutti i grandi umanisti del tempo. In gioventù aveva soggiornato a lungo nei paesi orientali. Fu un autentico cosmopolita oltre che poliglotta. Era nato a Filettino nel 1430 e mori a Ferentino nel 1495 dove si era ritirato ad un certo momento della sua vita.
Stabilì per testamento che tutte le rendite derivanti dai suoi beni dovevano servire al mantenimento della
scuola. Nonostante tutto, oggi la sua opera educativa, formativa nonché
umanitaria, resta quasi completamente ignorata e sepolta, soprattutto nel mondo della scuola ciociara … eppure quanti stimoli ne potrebbero
derivare!
Vittorio Giovardi da Veroli (1699-1786), fondatore della Biblioteca
Giovardiana, rivestì cariche di rilievo nella gerarchia della Chiesa. Affianco all'espletamento delle sue mansioni di carattere giuridico nell’ambito dell’amministrazione
ecclesiale, coltivò la sua inclinazione per le belle lettere. Scrisse numerosi opuscoli e piccole opere di vario
argomento.
Ma la grande passione fu la bibliofilia, la raccolta dei libri antichi o di pregio nonché delle stampe e dei disegni.
Alla sua morte legò tutta la sua biblioteca e i beni immobili ai governanti della sua città. Si preoccupò dunque di mettere a disposizione anche i mezzi finanziari che avrebbero dovuto servire a mantenere un bibliotecario vero e proprio nonché ad assicurare la manutenzione della biblioteca. Un esempio di mecenatismo unico in Ciociaria.
La Biblioteca Giovardiana, la più antica biblioteca d’uso pubblico del Lazio
meridionale, essendo stata istituita il 20 gennaio 1773, oggi, raccoglie oltre 18.000
volumi, prevalentemente di carattere religioso, conserva preziosi manoscritti
pergamenacei, incunaboli, incisioni e disegni di maestri dal XVI al XVIII secolo.
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