Un vecchio Albero, lungo un sentiero di silenzio sul quale scendeva, tra lo stormire delle foglie, la luce del mattino, mi ha invitato a sostare sussurrandomi:

“Ascoltami, ho sentito che si parla di me e dei miei fratelli. Cosa possiamo sperare? Numerose e diverse sono le voci che si fanno sentire. Cosa dici, potremo allontanare da noi l’angoscia dell’estinzione di tutta la vita che questo Bosco accoglie? 

Tu non sai quanti antichi patriarchi verdi ci sono stati sottratti dai boschi di Monte Siserno e dalle macchie di tutto il territorio, per l’assurda legge di un profitto facile e immediato!”
“Amico Albero, lasciami riflettere qui ai tuoi piedi, dove si posa la luce del mattino….

Ecco cosa farò sapere ai nostri amici perché le parole non restino vuote: “Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi” .

La citazione di John Muir, pioniere americano della conservazione della natura , offre lo spunto per spezzare una lancia a favore di chi, più debole di noi, ha bisogno di essere aiutato nei momenti di maggior pericolo.

Mi riferisco, come è facile intuire, al BOSCO, intendendo per bosco non soltanto una semplice distesa di alberi ma un simbolo, espressione di vita e fonte di equilibrio e saggezza. Il Bosco, luogo biologicamente abitato, accoglie una miriade di creature visibili e invisibili, incredibilmente diverse l’una dall’altra, che, dirette da un mirabile maestro, esprimono la loro magica musicalità vitale interagendo in quella rete fittissima di rapporti che genera e dà vita all’equilibrio ecologico, all’ ecosistema.

Certe considerazioni possono apparire banali, ma è necessaria una veloce e profonda presa di coscienza riflettendo sul fatto che anche la distruzione di un solo microsistema genera, inevitabilmente, una RETROAZIONE NEGATIVA che va a ripercuotersi inevitabilmente e in modo micidiale, sull’elemento di partenza che ha dato origine all’azione degradativa: l’uomo con i suoi sogni immediati di arricchimento. “La Foresta accoglie l’uomo, il Deserto lo segue”, purtroppo con sempre maggiore frequenza.

Se è vero che “troverai più nei boschi che nei libri”, come qualcuno ha scritto, allora i Boschi tutti sono una enciclopedia. Evitiamo quindi che, dopo esser stati accolti dalla Foresta, ci segua il Deserto e permettiamo alla nostra anima, ricongiuntasi a noi, di ripetere a se stessa il verso dell’antico poeta cinese “Ogni giorno quell’albero mi dà pensieri di gioia”

Come allora non amare e cercare di proteggere, “con le unghie”, se necessario, questa Culla che ci ha accolti e cresciuti nel passato? Come non contraccambiarla con generosità ed affetto filiale per quanto ha fatto e continua a fare per noi e per l’umanità intera?

“Oggi ho visto un pollo con le piume” scrisse un bambino di scuola elementare trasferitosi dalla città in un paese di campagna. Spero non si debba leggere in futuro, nello scritto di un altro bambino, la stessa frase riferita agli alberi : “Oggi ho visto un albero con le foglie”.

Come vedi, caro Albero, anch’io sono tentato dalle parole ma questa volta i fatti dovranno sostituire le parole; forte e determinata sarà la nostra Voce, lo chiederemo ai nostri amici e a tutti gli altri”.

“Amico mio, parli bene, fatti ascoltare, rivolgiti mi raccomando soprattutto ai giovani; il futuro è loro ed è per loro che dovete lavorare”.
“Adesso ti debbo lasciare, devo pensare a difendervi. Tornerò presto”.

Un tremito scuote le foglie del vecchio Albero; scende, in un groviglio di luce, il suo arrivederci.


  

 

Ambiente e natura

 
Le creature di Bosco Faito - Ceccano
(Pasquale Pesce)
 
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