Alatri. Il primo vescovo della città, ricordato nella storia, è Pascasio che accompagnò a Costantinopoli il papa Virgilio e con lui sottoscrisse nel 551 la condanna di Teodoro, vescovo di Cesarea di Cappadocia.

Anagni. Gli storici locali, ritennero che il Vangelo vi fosse stato predicato dallo stesso S. Pietro. E questa una leggenda comune ad altre diocesi del Lazio, ma senza alcuna base. Si può parlare di un Cristianesimo ad Anagni a cominciare dall'impero di Decio (249-51), ma questa notizia proviene da fonti tardive come sono gli atti del martirio di S. Secondina. Il primo vescovo di Anagni di cui abbiamo notizia è Felice, che nel 487 assistette al concilio romano sotto Felice III, seguito da Fortunato, presente ai tre sinodi romani del 499, 501 e 502. Da questo momento la lista episcopale presenta una lacuna di un secolo circa, sino al vescovo Pelagio che fu presente al concilio romano del 5 luglio 595.

Atina. La prima memoria di Atina, come pretesa antica diocesi, appare nel secolo XI e tutti i documenti che vogliono farla risalire al I secolo sono falsi. Il primo vescovo secondo la leggenda composta nella prima metà del secolo XII da Pietro Diacono, scrittore fantasioso, sarebbe stato Marco Galileo, discepolo dell'apostolo Pietro. Consacrato vescovo dall'Apostolo Pietro, avrebbe predicato la fede nella Campania e sarebbe stato ucciso ad Atina dai pagani verso il 96, sotto l'imperatore Domiziano.

Aquino. Il primo vescovo storico è Costantino ricordato nei concili romani del 465 e del 487. Segue Asterio presente ai sinodi romani del 501 e 502. S. Gregorio Magno ricorda il vescovo Costanzo che lo dice vissuto al tempi di S. Benedetto (547) e morto sotto il papa Giovanni III (561-74). Andrea succedette a Costanzo e Giovino ad Andrea. Alla morte di Giovino la sede rimase vacante.

Cassino. Pietro Diacono nella Vita Severi fa di questo santo un vescovo di Cassino, vissuto al tempo di Valentiniano III (425-55). Severo è un santo di Cassino ricordato nel Martirologio Geronimian. Il primo vescovo sicuro di Cassino è Caprario, presente al concilio romano del 465; a lui segue Severo, che partecipò al concilio romano del 487. 

Ferentino. La tradizione locale di un passaggio di S. Pietro non ha fondamento, così pure nessun elemento può venire dalla passione di S. Ambrogio protettore della città, essendo essa molto tardiva.
Il primo vescovo storicamente accertato è Basso che fu presente al concilio romano del 487 e all'altro del 499; segue Innocenzo, che troviamo a Roma al concilio del 501. Bono, altro vescovo di Ferentino, consacro il 16 aprile 556 insieme con Pelagio, vescovo di Perugia. Nel 595 si trova Luminoso. Bisogna tenere presente che i compilatori dei cataloghi dei vescovi locali hanno spesso confuso i vescovi di Ferento, antica città episcopale a sette Km. da Viterbo, con quelli di Ferentino.

Frosinone. Diversi storici affermano che la città di Frosinone fosse stata un tempo sede vescovile, dando valore ad una insistente tradizione locale. Questi studiosi si sono sbagliati, in quanto documenti e monumenti sono decisamente contrari alla loro asserzione.

Sora. Gli storici sorani ritengono che il territorio sorano sia stato evangelizzato dal santi Casto e Cassio inviativi dall'apostolo Pietro. Il primo vescovo sicuro è Giovanni, al quale Gelasio I scrisse due lettere, una nell'anno 493-94 e l'altra in data 15 aprile 495. Nel sinodo romano del 501 sottoscrisse Emilio ecclesiae soranae e Sebastiano ecclesiae soranae. Uno dei due vescovi apparteneva a Sora, ma quale dei due non può stabilirsi.

Trevi nel Lazio. E difficile fare l'elenco dei suoi vescovi partecipanti ai concili romani, perché spesso confusi con quelli di Trevi nell'Umbria posta sulla via Flaminia, anch'essa antichissima diocesi. Nel 487 appare come vescovo di Trevi, Costantino; seguono Lorenzo, presente al sinodo romano del 499, Propinquo presente a quelli del 501 e 502.

Veroli. Secondo alcuni scrittori, la religione cristiana vi fu predicata da S. Pietro che vi consacrò vescovo un certo Mauro. Vi si aggiungeva la presenza di S. Maria Salome con quella dei pretesi martiri Biagio e Demetrio sotto Nerone. Gelasio I in una sua lettera del 494-95 delega i vescovi Rufino e Giusto a trattare una causa, ma il papa non specifica le sedi dei due vescovi che molto probabilmente dovevano essere del Lazio e non è da escludere che uno di essi fosse vescovo di Veroli. Questa diocesi è ricordata la prima volta nel 743 quando il vescovo Martino sottoscrisse il sinodo romano indetto da papa Zaccaria (741-52).


Fonti: "La Ciociaria - Storia Arte Costume" Editalia

  
 

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