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Giuseppe
De Donatis nasce a Sora (FR) nel 1936, inizia l’attività nel 1949,
allorché si inserisce nella scuola d’arte del padre, il maestro
del legno Vincenzo Domenico De Donatis.
L’inclinazione
al disegno ed all’intaglio si manifestano rapidamente ed egli
viene prescelto dal genitore per apprendere l’arte della scultura.
Nel giro di pochi
anni, Giuseppe, ancor giovanissimo, partecipa attivamente ai lavori
di esecuzione del coro dell’Abbazia di Casamari
(foto d'epoca) realizzando
i fregi, le parti decorative dei capitelli e delle colonne.
A
partire dagli anni Sessanta, raccolta l’eredità artistica del genitore,
realizza per l’Abbazia di Casamari la sacrestia, la
biblioteca e i confessionali situati lungo le navate laterali.
Il
livello artistico raggiunto in queste nuove opere, lo pone
all’attenzione del Vaticano, che nella persona del Cardinale Di Jorio lo
contatta per il progetto e la realizzazione del coro della Basilica di
S. Pudenziana in Roma.
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Particolare del
trono coro della Basilica
di S.
Pudenziana
(Roma anno 1965)
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L’opera
del De Donatis, non si limita all’arte sacra, in quegli anni, infatti,
esegue complessi elementi di arredo in stile
destinati ad
abitazioni private.
Queste opere, apprezzate non solo nel loro aspetto
funzionale, ma anche per il loro finissimo livello artistico diffondono la
fama del De Donatis oltre i confini regionali.
Negli
anni Settanta prosegue il rapporto tra l’artista ed il sacro attraverso
alcune opere come i portoni della chiesa di S. Spirito a Sora e gli stemmi
dei Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo I (Albino Luciani) destinati al
convento dei frati Cappuccini di Alatri.
Gli
anni Ottanta consentono, all’ormai affermato maestro del legno, di
manifestare la sua acquisita esperienza nel campo del restauro. Alcuni
casi di restauro apprezzabili nel territorio locale sono: un Crocifisso
ligneo del XVII secolo appartenente alla Chiesa di S. Giovanni in
Civitella Roveto (AQ), falange della mano sinistra della statua di San
Domenico di Sora.
Nel
frattempo l’artista trova modo di seguire la propria vena innata e
principale, che lo porta a realizzare bassorilievi in cui convoglia tutte
le proprie capacità tecniche ed artistiche nella realizzazione su
spessori millimetrici, di spazi illusori creati da prospettive suggestive
che fanno da sfondo alle scene poste in primo piano.
Opere di riferimento
di questa arte sono i bassorilievi “Leda e il Cigno”*,
la serie
di pannelli Danteschi, “Il Paesaggio della cascata” ispirato ad
un’Isola del Liri ottocentesca, la “Minerva”, la “Maternità”.
A queste
fanno seguito le opere degli anni più recenti.
E' bene
aggiungere che Giuseppe De Donatis negli anni 2000 è ancora all'opera,
pur se esclusivamente per amore, passione e per l'immagine artistica che
propone nelle varie mostre dove viene invitato. Della sua famiglia è
quello che può vantare la più lunga attività (oltre 50 anni), comunque
sempre alla continua ricerca di nuove esperienze, per viverle ogni volta con grande ed intensa passione.
(*
versione relativa al portone commessa della
Blindar Security anno 88)
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