CECCANO (FR) – Per due giorni nello splendore del secolo XIV: 200 personaggi in costume, musici, ballerini, giocolieri, cardinali e principi, cavalieri e dame, guerrieri ed arcieri, stemmi e gonfaloni, cena d’epoca con giocolieri faranno tornare la cittadina fabraterna a quell’importante ruolo che per due secoli svolse nelle province di Campagna e di Marittima. E i protagonisti di questo tuffo nel passato sono i giovani allievi del Liceo Scientifico Martino Filetico. 

Siamo nel 1350, l’anno del II giubileo. Il papa, Clemente VI, è ad Avignone: dopo tante insistenze ha ceduto alle richieste dei romani, guidati da Cola di Rienzo. Il giubileo si svolge anche senza il papa: il pontefice manda a Roma un suo delegato. E’ un principe della Chiesa, appartenente alla nobile famiglia dei de Ceccano. E’ cardinale vescovo del Tuscolo, ha servito tre pontefici, svolgendo importanti incarichi diplomatici tra le corti di Inghilterra e di Francia, impegnate nella sanguinosa guerra, detta dei cent’anni.   E’ uomo di profonda cultura: ha difeso lo zio, il grande Tommaso d’Aquino nella disputa teologica sulla visione beatifica. E’ stato rettore alla Sorbona a Parigi, è amante dell’arte, protettore di Simone Martini e Matteo Giovanetti, amico di Francesco Petrarca. Proprio quest’ultimo gli indirizza una delle sue lettere familiari, sull’avarizia dei pontefici. Il grande poeta lo riteneva probabilmente il più ricco tra gli uomini del tempo. Ad Avignone si erge ancora il suo palazzo, appunto la Livrée Ceccano che oggi ospita una delle più importanti biblioteche di Francia. A Roma, Annibaldo trova una situazione di grande conflittualità: adotta subito delle decisioni per aiutare i pellegrini ma suscita le rimostranze degli osti e degli albergatori. Cominciano a deriderlo proprio per le sue origini di nobiltà di campagna. Tentano addirittura di ucciderlo.
Clemente VI lo invia a Napoli per pacificare il reame. Coglie l’occasione per visitare la sua città natale. 

Ecco il motivo del corteo cui partecipano anche Petrarca e Simone Martini, i conti di Ceccano, principi delle grandi famiglie della nobiltà romana, alleate dei de Ceccano tramite attente politiche matrimoniali. Il cardinale riprenderà possesso del castello recentemente restaurato: nella piazza d’armi assisterà alle esibizioni degli sbandieratori, dei musici e dei ballerini.
Donerà quindi il suo stemma alla città. Ceccano infatti si fregia dell’arme di Annibaldo come stemma municipale. 

Il giorno dopo, domenica 20, la festa continuerà con visite guidate al castello: alle 19 all’hortus conclusus si svolgerà una partita a scacchi con 32 personaggi in costume. Alle 21 in Piazza Mancini ci sarà la lettura drammatizzata della lettera di Petrarca ad Annibaldo e poi tutto si concluderà con una cena in stile medievale con giocolieri, mangiafuoco, ballerini e musici. Buon divertimento con i ragazzi del Liceo Scientifico.
La manifestazione scaturisce da un'iniziativa del Liceo scientifico Martino Filetico di Ceccano, guidato dal dirigente scolastico, prof.ssa Cleandra De Camillo, nell'ambito di un progetto annuale che ha visto tutte le clssi III dell'istituto
impegnate nello studio della vita e del tempo di Annibaldo de Ceccano: hanno aderito alla manifestazione la Regione Lazio ed il Comune di Ceccano, insieme ad un gruppo qualificato di associazione che partecipano attivamente all'organizzazione delle due giornate. Segnaliamo il teatro popolare di Frentino, i comuni dell'antica Contea dei de Ceccano, l'associazione Agorà, l'associazione I Fabraterni, l'Associazione Pro Lepini di Supino, il Concentus Musicus Fabraternus Josquin Des Pres, diretto da Mauro Gizzi, la Pro Loco di Ceprano, la Pro Loco di Ceccano, i docenti del Liceo Scientifico.  

 

  
 

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