A Ceprano e in molti altri centri della Ciociaria, sopravvivono usanze religiose che affondano le proprie radici nell'antichità, come l'offerta alla chiesa delle "cantamesse", enormi pani portati in processione nel giorno dell'Assunta da donne di tutte le età, sulla testa entro enormi cesti ricoperti di ricami. Vengono altresì offerte "conche" di rame piene di grano. 

Queste cerimonie ricordano gli antichi Consualia, celebrati a Roma il 21 agosto in onore del dio Conso (da condere, riporre, immagazzinare), che presiedeva alla conservazione del raccolto, in special modo del frumento. Tali manifestazioni erano in stretto rapporto con quelle di Ops (Opiconsivia), dea che rappresentava l'abbondanza di grano che si svolgevano il 24 agosto. 

Le cerimonie a Roma erano officiate dalle Vestali, evocate, a Ceprano, dalla partecipazione delle sole donne, e dal flamen quirinalis, sostituito ai nostri tempi dal "capo festa" che guida la processione delle offerenti al suono dei "pifferi". 

Sino ai primi anni di questo secolo, la festa culminava con la distribuzione gratuita, nella piazza inverosimilmente gremita di folla, ci carne cotta sulla brace, evidente eredità degli antichi banchetti pubblici che avevano luogo dopo i sacrifici di animali (epulae sacrificales).

Le caratteristiche immagini della processione delle "cantamesse

  
 

Cultura e tradizioni

 

La tradizione delle cantamesse

Ceprano (Fr)

 
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immagini e testi tratti dal libro "Antiche strade del Lazio - Via Latina" di Pier Giorgio Monti

     
  

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