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Vogliamo riportare in queste
righe, un brano tratto dal libro "Il mio piccolo mondo e la mia Canneto" di Vincenzo N. Pelagalli di
Aquino. Pagine scritte dall'autore in un arco di quasi vent'anni, e che lo stesso autore ha raccolto per farne una piccola
pubblicazione. In essa troviamo le memorie, le immagini e le esperienze che egli rievoca e che richiamano alla mente ricordi di vita
vissuta, soprattutto legati alla Madonna di Canneto, alle visite al Santuario e alla fede e devozione che questo santuario mariano suscita da sempre nella popolazione ed in particolar modo nell'autore
stesso.
tratto da "Il mio piccolo mondo e la mia
Canneto"
…
non sono tra quelli che possono vantarsi di essere saliti a Canneto quando erano ancora bambini o poco
più, proprio no. Quando l'ho fatto per la prima volta avevo da un pezzo superato i
venta'anni; eppure sapevo tutto di Canneto, fin da quando ero bambino. La mia vecchia
nonna, ormai impossibilitata a camminare, quand'era il tempo in cui
s'incominciava, e s'incomincia ancora, a canticchiare "Affetti e pensieri dell'anima mia … " con tutto quello che segue, mi
favoleggiava, più che raccontare, di Canneto.
Mi parlava dei suoi pellegrinaggi e delle sue visite alla Madonna. Mi parlava di sette montagne da salire e
ridiscendere; di burroni, di cui non si vedeva il fondo, di sentieri tortuosi, di boschi meravigliosi e
solenni, di un'acqua freddissima, che si doveva attraversare, non so più quante
volte, per diventare "commarelle"; dell'anello (o orecchino) perduto in quell'acqua dalla Vergine e subito disciolto in mille
stelline, che solo i meritevoli potevano ripescare, senza, peraltro, poterle trarle fuori
dall'acqua.
Mi raccontava del miracolo fatto dalla
Vergine, quando un tale, non ricordo più chi, dopo anni che non riusciva più a dir
parola, gridò, più forte degli altri "Evviva Maria!", con cui la Compagnia salutava e saluta ancora l'apparire del
Santuario. Attraverso le parole di mia nonna ho vissuto il pellegrinaggio non una volta
sola, ma cento volte, e mi sono diventate note le tappe e le soste della
Compagnia.
Quando sono andato a Canneto per la prima
volta, ho scoperto che le montagne non erano sette, che gli alberi non erano poi tanto
alti, che l'acqua non era così fredda come io credevo. Ma la Madonna, la fede, la devozione dei pellegrini erano proprio come la mia cara vecchina me le aveva
descritte. Questi sono solo ricordi, lo so.
Del
resto, non mi è stato possibile parlare diversamente di Canneto. Ho tentato di
farlo, avrei voluto dire come e quando è nata e si è diffusa questa devozione tra la
gente. Ma, per quanto abbia chiesto fra gli anziani nessuno ha saputo dirmi di più di questa semplice
frase:
"Me ne parlava mia nonna, quando ero bambino, e a lei, bambina, gliene parlava sua
nonna"
IL SANTUARIO. Posto nel Parco Nazionale
d'Abruzzo, a 1020 metri slm, il Santuario Maria SS.ma di Canneto è il centro mariano più visitato della
Ciociaria. Nei giorni 21 e 22 agosto di ogni anno, compagnie di pellegrini provenienti da tutta la provincia di Frosinone e dalle vicine regioni di
Campania, Molise e Abruzzo, si riuniscono in lunghe processioni per raggiungere a piedi il
Santuario.
Del Santuario, sorto ove si trovava fin dal III sec. a.C. un tempio pagano dedicato alla dea
Mefite, (resti apparsi nel 1958
durante dei lavori),
non si conosce con certezza quando sia stato edificato, ma nel Chronicon Vulturnense più
volte, in alcuni documenti degli anni 715
- 750 - 819, si nomina una chiesa dedicata a S. Maria di Canneto, senza però indicarne il luogo
preciso, mentre la fonte più antica e di indiscutibile valore storico è un rescritto di Papa Nicolò IV del 13 dicembre 1288.
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