MAGGIO
TRADIZIONI:
Il
Calendimaggio, era questo il giorno dedicato al rito di
ringraziamento e propiziazione della madre terra per gli auspici
della raccolta. In epoca romana si pulivano le case, le stalle
per il 1° maggio che era un dì di festa per tutti e si donava
ai poveri i frutti del lavoro della terra o pane e altri
preparati di farina.
A
Ferentino, (II secolo d.C.), Aulo Quintilio, dispose di
utilizzare la rendita di alcuni fondi demaniali per distribuire
ai poveri: denaro cibo e vino. Tale testamento fatto scolpire su
pietra ci è pervenuto perché conservato nelle vicinanze di
porta Casamari a Ferentino. Il tutto sei giorni prima le idi di
Maggio ricorrendo in questa data la nascita di Aulo Quintilio, e
corrispondenti al 10 di Maggio del nostro calendario. Tale
usanza fù successivamente trasferita e unita alle celebrazioni
cattoliche del 1 Maggio di S.Ambrogio patrono di Ferentino.
Ad
Arce il 5 maggio in onore di S. Eleuterio patrono della città,
si celebra ancor oggi “il
giorno del digiuno”. I più anziani ricordano che non più di mezzo
secolo fa, molti devoti, provenienti anche dai paesi limitrofi,
si recavano presso il Santuario di S. Eleuterio, per sostarvi
tutto il giorno, digiunando e pregando. Con loro portavano i
cani che ricevevano la benedizione contro la rabbia (S.
Eleuterio è taumaturgo invocato contro i cani arrabbiati e
contro i serpenti, s’invoca anche per scongiurare la siccità).
Per chi invece restava a casa veniva portato un pezzo di pane benedetto.
La città di Sora festeggia la sua Patrona, Santa
Restituta, Vergine e Martire, nativa di Roma: La sua Festa è il 27 maggio. Insieme a Cirillo e altri 2
compagni Martiri, fu decapitata a Carnello, sulle rive del fiume Fibreno nel 275
mentre era imperatore Aureliano e Agazio proconsole di Sora. Nel Comune di Sora
esistono tre Chiese a Lei dedicate: La chiesa patronale nella piazza centrale
omonima; la chiesa detta "delle trecce" sulla via di Carnello, dove
secondo la tradizione fu trascinata per essere uccisa. In questo punto, le
trecce si staccarono e rimase il segno di esse impresso sulla pietra. La terza
chiesa si trova a Carnello, sulle rive del Fibreno, nel luogo del Martirio, dove
è conservato il cippo di calcare sul quale la Santa venne decapitata.
AVVENIMENTI:
Il
19 maggio 1296 moriva a Fumone Celestino V, papa e santo. Al
secolo Pietro del Morrone, naque nel 1215 a Sant'Angelo Limosano
(provincia di Campobasso) A 17 anni Pietro prese l'abito
religioso di San Benedetto, ma ben presto per soddisfare il suo
bisogno di penitenza, si ritirò da eremita sulla Maiella, dove
fondò la congregazione dei celestini. Nel 1294, dopo un lungo
periodo di sede vacante fu nominato papa. In poco tempo però,
quest'uomo semplice e inesperto fu travolto dai raggiri che si
tramavano intorno alla corte pontificia e, sentendosi incapace
di adempiere il suo ufficio, rinunciò al pontificato ritornando
alla vita eremitica. Questo suo atteggiamento suscitò immenso
scalpore nell'opinione di quel tempo e per questa sua scelta
venne fatto prigioniero da Bonifacio VIII (suo erede) e
rinchiuso nel castello di Fumone, dove appunto morì.
Il
18 Maggio del 1727 Benedetto XIII Orsini consacrava la nuova
Basilica di Montecassino che era stata ampliata ed arricchita
dai nuovi affreschi di Luca Giordano. Ad accogliere il Papa che
si trattenne alcuni giorni l’Abate di Montecassino, l’Abate
della Basilica di S.Paolo di Roma, l’Uditore di S. Santità e
tutto il Capitolo Romano.
Nel
maggio del 1799, S. Germano l’odierna Cassino, Montecassino, Piedimonte,
Aquino, Roccasecca, Arce ed Isola del
Liri furono barbaramente saccheggiate ad opera dell’esercito
francese che, cacciato da Napoli dai borboni, risaliva
l’Italia tra devastazioni ruberie e massacri. Dalla cronaca
del tempo si riporta che l’undici maggio le truppe dei francesi, inseguite dalle truppe regie … ad Aquino
saccheggiarono la cattedrale. Il giorno seguente, festa di Pentecoste, ad Isola del Liri i francesi trucidarono dentro la
chiesa di S. Lorenzo, circa 600 persone, la metà quasi tutte
donne e bambini. Il giorno 13 depredarono ed incendiarono il
Monastero di Casamari uccidendo i monaci che non erano andati
via.
Nel
maggio del 1849 Giuseppe Garibaldi nella sua marcia verso
Roma, sostò con il suo esercito ad Arce.