|
LA
SCRITTURA
Chi
si incammina in quest'arte deve innanzitutto fornirsi di COSTANZA, PAZIENZA e di
AMORE senza le quali ogni sforzo
risulterebbe vano.
E'
importante non affrettarsi ma dedicarsi ed applicarsi pazientemente, come
da certosino. L'arte
della calligrafia passa attraverso pochi, ma delicati strumenti: la matita, la
gomma, la riga, le penne con i vari pennini e soprattutto la
carta e la conoscenza della storia della scrittura.
Ogni letterista
deve conoscere, almeno nelle linee essenziali la storia della scrittura,
per poter comprendere come ogni singolo carattere scritto, non sia stato
inventato ma sia il risultato di uno sviluppo organico di scritture
precedenti.
La
scrittura FONETICA fu dapprima preceduta dal metodo ICONOGRAFICO cioè dalla rappresentazione di oggetti
o di situazioni attraverso le figure, in
un secondo tempo dal sistema IDEOGRAFICO che riporta un segno
astratto all'idea di un oggetto o di un pensiero.
Gli
antichi popoli non avendo la carta per scrivere usavano il legno, la pietra, i cocci di
vaso, il metallo o le tavolette di argilla.

Si trattava però di materiali piuttosto pesanti e non sempre facilmente
trasportabili. I materiali più leggeri erano pochi, ma dei più usati era
la pelle di agnello, pecora, montone o capra, lavorata in modo da renderla
liscia, chiamata PERGAMENA, in quanto era entrata nell'uso comune per la
prima volta a Pèrgamo, città dell'Asia Minore.
La scrittura dalla quale
derivano i caratteri di oggi è il ROMANO e la CAPITALIS, nel corso del
tempo i caratteri hanno assunto forme più arrotondate originate
dall'esigenza di scrivere più rapidamente.
La
scrittura Fonetica (pronuncia) oggi in uso presso tutti i popoli del mondo
occidentale, è quella corrente Latina (corsivo), la stessa usata dai
primi tipografi che operavano in Italia nel Rinascimento.
Essa
riprende per molti aspetti, quella degli AMANUENSI MEDIEVALI, che a sua
volta si ricollega alle lettere Capitali dell'epoca classica romana.
Con l'introduzione della pergamena, nel secondo secolo avanti Cristo, il
libro prende la forma di codice.
Dall'epoca Cristiana al Medioevo si
sviluppa l'arte del manoscritto, il testo viene integrato con illustrazioni
e si ha quindi il CODICE MINIATO.
I
secoli XIV e XV segnano il massimo splendore della miniatura italiana e
francese. Il declino della ornamentazione del libro inizia nel secolo XVI,
in
seguito alla diffusione della stampa a caratteri mobili (GUTEMBERG 1450).
segue
>>>
|

>>>
I
tipografi cercano di imitare quanto più possibile il libro a mano
introducendovi miniature, lettere capitali, decorazioni, cosi da far
apparire il libro realizzato con tecniche meccaniche simili a quelle del
manoscritto.
Gli amanuensi
continuano nella propria attività, ma il nuovo sistema soppianta definitivamente il
vecchio e soltanto pochi rimangono agli ordini di alcuni raffinati clienti,
che considerano il nuovo sistema scadente sotto il profilo estetico.
La
risposta dell'arte della miniatura secondo l'antica definizione avviene in
Inghilterra durante il Gothic revivol. Inizialmente era un fenomeno
culturale legato al collezionismo e alla classificazione dei manoscritti,
più tardi invece si allarga alla considerazione teorica e tecnica di
questa espressione figurativa nei confronti delle altre arti.
La
sistematica indagine sulla miniatura promossa a partire dalla fine
dell’ottocento dagli studiosi della scuola di Vienna porta al definitivo
superamento della concezione della miniatura intesa come arte
"minore".
Conduce
del pari a definire con precisione la funzione e il significato
degli
scriptoria attivi presso i grandi conventi europei, che nella
organizzazione quasi industriale della loro attività, assumono una
dimensione fondamentale nella elaborazione più generale della cultura
visiva.
All'interno degli scriptoria medioevali vi era una specifica
suddivisione dei compiti. Accanto ai miniatori veri e propri lavoravano i
pittori di iniziali, gli antiquari o calligrafi e infine gli
scriptores o aiutanti comuni, gli amanuensi.
L'equipe
era specializzata in varie forme di libri decorati: vangeli, messali,
libri d'orè, corali, ecc…
Oggetti preziosi e
lussuosi, custoditi
gelosamente nei tesori e nelle biblioteche, utilizzati per la liturgia
ufficiale o per disparati usi privati.
|