| Associazione Le Cannardizie promuove: la Caberneria Doc |
| Questo articolo e' stato letto: 1033 volte |
|
21 lug 2009 - Atina I programmi della "passata generazione" sono stati reintegrati nell'attuale competizione tecnico-scientifica e ciò è accaduto grazie ad altri uomini del presente che hanno saputo tendere la mano alle radici della storia di Atina e della Valle. Uno di essi è stato Giovanni Palombo con il primo vino rosso Cabernet Atina DOC del 1999. Ad egli va una riconoscenza speciale perché con la sua idea imprenditoriale ha voluto dimostrare la fattibilità di uno sviluppo agricolo del territorio; egli ha consolidato il desiderio del Visocchi di dar vigore ai vigneti e dare continuità alle sperimentazioni; ha focalizzato l'economia sui vitigni francesi tanto cari all'agronomo dell'Ottocento ed ha reagito con successo alla tendenza di sfiduciare una vocazione rurale della Valle di Comino. Il risultato è stato eccellente ed ha determinato un cambio inatteso che si sta diffondendo nel territorio come un segnale positivo. Lo sviluppo della doc è in ascesa e molto è dovuto alle esperienze dei produttori dell'Atina DOC: Agricola Guido, Cantine Palombo, Cominium, La Ferriera, Poggio alla Meta, Tullio, Vigneti Iucci, Vinicola Nardelli. Ricordiamo che l'Areale DOC è nei paesi che hanno sostenuto l'operato dell'agronomia visocchiana: Atina, Alvito, Belmonte Castello, Casalattico, Casalvieri, Gallinaro, Picinisco, San Donato, Settefrati, Vicalvi, Villa Latina; questi tesori sono il cuore battente di una storia che unisce e valorizza le risorse umane. A tale proposito l'associazione "Le Cannardizie" sostiene con fiducia le produzioni vitivinicole e promuove uno spazio nell'Enoteca di Preposto 17, cuore del centro storico di Atina, per dar luce ed informare correttamente il consumatore di vino. Patrizia Patini |
commentalanotizia condividi le tue opinioni su menteantica.it

L'insegnamento ed il messaggio che egli ci ha lasciato esprimono una logica innovativa che rende fertili, non solo le specificità e l'autenticità del personaggio, ma le intenzioni che ha sempre dimostrato con passione e determinazione, cioè quelle di mantenere vivo un confronto con il resto del mondo scientifico ed imprenditoriale. Questo verbo, che sembra essere una sfida del tempo, è stato recepito come mezzo di trasmissione orale e come eredità strutturale della nostra zona che, fortunatamente, negli anni Settanta, ha iniziato il recupero dei vitigni internazionali.



