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Gli onori di Roma ad Amleto Cataldi ....
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Tra il tanto altro a Roma disseminate in Musei e luoghi pubblici vi sono almeno quaranta  opere scultoree di Amleto Cataldi: privilegio unico o rarissimo. E, si badi bene, non sono anonime o rinchiuse in chiese o chiostrine o altro bensì aperte allo sguardo e alla ammirazione di tutti, da sempre, come la celebre Fontana della Ciociara  (nota erroneamente  come la fontana dell’anfora) alla Casina Valadier sul Pincio, come il monumento agli studenti romani nei pressi della facoltà di Giurisprudenza alla Università la Sapienza, come il monumento alla Guardia di Finanza in Viale XXI Aprile, come i gruppi giganteschi di atleti nel Villaggio Olimpico, come la Vittoria sul Ponte Vitt. Em. III, come il colossale Arciere esposto al Quirinale. Eppure, tanto per iniziare col primo degli onori romani tributati ad Amleto Cataldi, nello stradario cittadino ci si imbatte nelle intestazioni più curiose e/o inimmaginabili, in una ridda di nomi dove non manca proprio nessuno, ma una strada o qualcosa di analogo, un vicoletto, una via cieca,  ad Amleto Cataldi, uno, tra l’altro, dei due-tre autentici massimi artisti  scultori del ‘900  europeo, vissuto a Roma tutta la vita, ancora oggi non esiste, a grande onta. 

Alla Galleria Nazionale  d’Arte Moderna di Roma, un altro degli onori,  si arriva al punto assurdo e grottesco che non sanno nemmeno quante opere conservano di questo grande artista! Un funzionario ti scrive che ne sono cinque  -e tante ne vengono elencate nel sito ufficiale della Galleria-  un  altro funzionario al contrario ti scrive che ne sono quattro, una si direbbe dunque scomparsa! Il secondo paradosso inaudito che si evidenzia con questo Museo è che di queste quattro o cinque opere ne è esposta una sola, la celebre ‘Portatrice d’acqua’ in bronzo in grandezza naturale donata da un Torlonia nel 1930 e oggi visibile sotto un finestrone del caffè della istituzione: forse, in aggiunta, è l’unica scultura esposta che ancora oggi manca del cartellino identificativo! Ma la tragedia vera e propria è un’altra con questo Museo.
La scultura di Cataldi, in marmo, in grandezza naturale, individuata come donna nuda o bagnante e più propriamente ‘Il risveglio’, non si sa bene come, si trova ‘in deposito’ presso la  Gall. Naz. d’Arte Mod. citata, cioè se ne ignora il titolo di  proprietà: chi ne è il proprietario? Perché si trova qui? Che diritti ha detto Museo a conservarla? Tale realtà fino ad oggi, dopo cento anni, la istituzione suddetta non è stata in grado in qualche modo di modificare e di razionalizzare, non fosse altro che per cautela e prudenza nei confronti di eventuali accampatori di diritti o presunti tali.
Ma l’aspetto a dir poco grottesco è che effettivamente e realmente detta scultura è in ‘deposito’ presso detto Museo anche in senso figurato in quanto questa istituzione pubblica tiene esposto tale capolavoro di scultura…. nei suoi ‘depositi’, cioè non viene mostrata al pubblico, ne è preclusa e ben verosimilmente, come detto, non l’ha mai esposta!
Eppure stiamo parlando di un’opera d’arte di notevole significato e importanza in quanto, per esempio, presentata dall’artista nella esposizione internazionale romana del 1911 in commemorazione del cinquantenario della Unità d’Italia, una giuria di trenta membri di fama internazionali le  attribuì il primo premio per la Scultura Italiana.
Eppure la Galleria è, ripeto, ben possibile che non l’abbia  mai esposta al pubblico!!! 

Mi chiedo come mai non dico Castrocielo, paese originario della famiglia Cataldi, che giustamente potrebbe avere qualche difficoltà ad occuparsi di un personaggio così rilevante, quindi nulla ci si può aspettare -è possibile che nemmeno sappia chi è-   e lo stesso le pubbliche istituzioni ciociare altrettanto consapevoli e coscienti  rispetto a tali  contesti, ma i cittadini e le civiche associazioni non sentono la necessità di reagire  a tale violenza? Che si vada a Roma e riportiamo qui da noi la scultura pur se non sappiamo, grazie sempre alle nostre istituzioni, dove collocarla, ma una sistemazione più dignitosa e adeguata che non sia il deposito dove giace da cento anni, magari in compagnia di topi, si troverà, a gratificazione e contemplazione dei cittadini.
Michele Santulli



Le didascalie:

1.   Risveglio, scultura in marmo presente alla Gall. Naz. Arte Moderna
2.   l’Arciere bronzo 2,40 m al Quirinale
3.  La Fontana della Ciociara al Pincio

 

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