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| Misteri marsicani: Il Tempio del Dio Fucino |
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Sono tanti i misteri che ruotano intorno alla piana del Fucino. Milioni di anni di storia sono nascosti sotto quella terra che oggi tanto benessere sembra dare alle popolazioni della Marsica ...Visti i positivi commenti di alcuni ns. visitatori “marsicani” sulle nostre ultime escursioni via web relative ad argomenti di quelle terre, ci piace pubblicare un bel lavoro di Matteo Biancone apparso recentemente su di un periodico della Diocesi dei Marsi dal nome: Il Velino… lo Sguardo dei Marsi Il tema trattato riguarda il Fucino e, ci da la possibilità di scoprire un mondo, per noi tutto nuovo ed interessante. MISTERI MARSICANI Il Tempio del Dio Fucino di Matteo Biancone Sono tanti i misteri che ruotano intorno alla piana del Fucino. Milioni di anni di storia sono nascosti sotto quella terra che oggi tanto benessere sembra dare alle popolazioni della Marsica. Uno dei monumenti più affascinanti è quello dedicato al dio Fucino che si trova nel tenimento di Pescina. Il tempio esiste ancora ed è ricoperto da erbacce. Per saperne di più intorno a questo tempio ho cercato in diverse fonti ma quella più fornita mi è sembrata la storia edìta da Polla. I resti dedicati al dio Fucino ritrovati portano le suppliche di alcuni contadini che sciolsero un voto di ringraziamento (V.S.L.M. Vatum Solvunt Lubens Merito), perché le acque del lago Fucino, che nel 138 a.C. erano giunte perfino in quel posto avevano risparmiato i loro fondi. La religione antica italica e marsa vedeva la natura come divina. I Marsi, terrorizzati dalle inondazioni delle acque dei lago che provocavano spesso danni agli uomini, agli animali e alle campagne, adorarono come divinità il lago stesso. Gli eressero are o tempii sui luoghi minacciati dalle acque e su quelle are facevano col vino e col latte libagioni propiziatorie allo sdegnato dio Fucino per placarlo e renderlo benevolo. La lapide fu vista da vari studiosi sino al 1840, dopo tale data la lapide scomparve da Pescina. Come sopra ricordato molte notizie in merito a questo sono riportate da Adeimo Polla in "Pescina nella storia e nella leggenda". Il Pansa e Febonio, nell'accennare a una caratteristica precipua delle acque del Fucino, ricordano che era un lago che soffriva spesso di variazioni d'umore: bello e benefico in alcuni momenti, diventava orribile e rovinoso in altri. E le popolazioni vivevano in continua tensione, soggette com'erano ai capricci delle acque, di fronte alle quali spesso non erano sufficienti le difese approntate dall'uomo. Fu, certamente, questa la ragione che, fin dai primordi, aveva suggerito alle genti dei posto l'identificazione del Fucino con una qualche divinità. E fu al "Genio del Fucino" (o dio selvaggio) che gli antichi Marsi dedicarono templi, altari votivi ed epigrafi. Al l'interpretazione mitica del lago Fucino si aggiunse ben presto anche quella del fiume le cui acque si immettevano nel lago: quelle del fiume Pitonio, oggi detto Giovenco. E queste due "divinità" (il dio Pitonio e il dio Fucino) erano, come tutte le altre divinità, buone e cattive: cattive, per la loro violenza e la loro forza distruttiva; buone, perché le loro acque apportavano salute e benessere. La bellezza delle acque dei Fucino era stata cantata persino da Virgilio nell'Eneide, tanto che molti romani, più tardi, si costruirono splendide ville lungo le sponde del lago. Fu proprio la pericolosità del lago a spingere, fin dai tempi più antichi, gli uomini a un'impresa gigantesca, quella del prosciugamento appunto, che fu tentata dall'imperatore Claudio e compiuta da Alessandro Torlonia. Le difficoltà furono enormi: non solo di natura tecnica (o, meglio, ingegneristicoidraulica), ma anche di carattere logistico, morale, economico e culturale. Tuttavia, superati gli impedimenti più gravi, la gigantesca impresa potè finalmente essere compiuta. ![]() la Marsica e il lago di Fucino raffigurate in una incisione di inizio 1800 in primo piano la cittadina di Avezzano e sulla destra l'inizio della Vallelonga, è visibile la raffigurazione della Montagna della Difesa e del Monte Marcolano (immagine trattta da www.prolocovillavallelonga.it) |
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