| Evan Gorga il tenore collezionista di Broccostella |
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![]() In occasione della XII edizione della Settimana della Cultura, spicca un’evento sicuramente molto importante ed originale: venerdì 23 aprile alle ore 16.30 presso la Direzione Generale per il Cinema verrà proiettato il documentario Evan Gorga, tenore collezionista. L’iniziativa ha l’intento di far conoscere al pubblico una figura che era stata dimenticata nonostante la sua importanza per la cultura italiana. Infatti il documentario, nato da un’idea di Anna Imponente e curato da Andrea Cionci, baritono e storico dell’arte, propone, per la prima volta in assoluto, l’unico documento sonoro esistente della voce del tenore, il cui valore artistico è stato riconfermato da Giorgio Gualerzi, tra i più autorevoli storici del teatro lirico. Evan Gorga, nato nel 1865, nel piccolo paese di Brocco, oggi Broccostella, vicino a Sora, nell’attuale provincia di Frosinone, ha trovato successivamente a Roma il luogo dove esprimere la sua creatività. E’ stato, infatti, il tenore che ha interpretato per primo – e portato al successo – l’opera italiana più rappresentata al mondo, La Bohème di Puccini. Evan Gorga collezionista. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Dopo aver abbandonato il palcoscenico si dedicò al collezionismo e come collezionista, ci ha donato una delle più grandi e preziose raccolte di strumenti musicali del mondo, conservata nel Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Basti pensare che nel 1911, in occasione delle manifestazioni del Cinquantennale dell’Unità d’Italia, Evan Gorga espose la sua nascente collezione di strumenti musicali nelle stanze di Castel Sant’Angelo, ammesso che “nascente” possa definirsi un lotto di mille pezzi. Tra i visitatori della Mostra di Castel Sant’Angelo vi fu anche il banchiere statunitense John Pierpont Morgan che, interessato all’acquisto in blocco della collezione, offrì ad Evan Gorga la somma di due milioni di lire, pari oggi a circa 7 milioni di euro. Evan Gorga rifiutò l’offerta e fu a quel punto che John Pierpont Morgan gli chiese, inutilmente, di fissare lui stesso il prezzo. Con il tempo la collezione s’ingrandì ed Evan Gorga dovette fittare dieci appartamenti comunicanti in Via Cola di Rienzo, fondando, in pratica, il Museo Storico Musicale, una sorta di collezione privata visitabile da esperti ed appassionati. Ma mettere in piedi una simile raccolta espose il collezionista, al pari di ogni privato che si cimenti con una simile impresa, a evidenti problemi finanziari. Gorga non volle mai disperdere la sua raccolta in vendite all’incanto, anche quando venderne solo una parte avrebbe certamente ripianato i suoi squilibri finanziari. Già nel 1930 la Collezione Gorga aveva un valore superiore agli attuali quindici milioni di Euro. Nel 1929 su stessa richiesta di Gorga le sue collezioni furono "vincolate” e sottoposte a sequestro amministrativo, soprattutto per evitarne lo smembramento. In una serie di pubblicazioni della fine degli anni Venti, Evan Gorga esplicita il suo “sogno”: un giorno avrebbe voluto vendere le sue collezioni e con il ricavato istituire una Fondazione Gorga e, al suo interno, il Teatro Massimo del Popolo ed il Collegio Lirico. Il primo avrebbe dovuto essere un tempio della musica lirica e offrire al pubblico spettacoli a prezzi contenuti. Il Collegio Lirico, invece, avrebbe dovuto essere una scuola di eccellenza dove far avvicinare alla lirica giovinetti dotati di voce ma non di mezzi per studiare. Di questi sogni resteranno soltanto le dieci borse di studio che lo Stato Italiano istituirà in seguito alla approvazione della Convenzione con Gorga nel 1949, convenzione resa esecutiva con la legge 30 giugno 1950. Lo Stato diventò proprietario delle Collezioni Gorga, si accollò i suoi debiti, istituì le dieci borse di studio e concesse un piccolo vitalizio all’uomo, che aveva speso una vita, a collezionare. Per la sua attività in campo culturale e musicale e per aver fatto istituire le dieci borse di studio annue per giovani cantanti a lui intestate, Evan Gorga fu insignito della medaglia d'oro per i benemeriti della cultura. Morì a Roma il 5 dicembre 1957. visita anche: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali - Roma |
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