| Cultura ciociara all'estero e amenità nostrane |
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Portiamo a conoscenza di due iniziative che vengono prese all’estero su una realtà del nostro patrimonio culturale che noi al contrario non teniamo in alcuna considerazione. A noi, in effetti, sempre intelligenti e ‘progrediti’ interessa altro…. arte e cultura sono per gli snob e i nullafacenti. E il Museo Rodin di Parigi a partire dal 18 novembre e per la durata di oltre tre mesi, organizza una esposizione incentrata sui modelli d’artista, da 300 disegni di Rodin realizzati negli ultimi trentanni della sua attività. Una manifestazione di carattere mondiale, per i suoi duemilioni e passa di visitatori l’anno. L’aspetto inimmaginabile, per noi, è che i modelli delle sue opere più celebrate e famose e conosciute in tutto il pianeta sono in massima parte modelle e modelli della Valcomino che qui i sindaci dei Comuni, salvo qualcuno, continuano, a loro dileggio, ad ignorare e quindi, quello che la Storia non perdonerà, a non far conoscere ai cittadini, preferendo continuare ad essere primi colla cementificazione selvaggia del territorio e con l’asfalto e qualche festival ‘internazionale’ e ultimi per tutto il resto, come al solito. Lo stesso avverrà, sempre in autunno, con una galleria di primo piano di New York che inaugurerà una mostra con artisti dell’800-900 e il catalogo, redatto da una studiosa di fama internazionale, avrà il titolo di: ‘I modelli ciociari di Matisse’. Cioè il nostro patrimonio d’arte viene valorizzato all’estero. E noi stiamo a guardare. Tutt’al più offriamo il patrocinio! E’ apparso un libro ultimamente qui da noi che per la prima volta affronta e illumina su questa realtà inaudita dei modelli di artista nella storia dell’arte occidentale, libro sul quale alcuni studiosi mondiali hanno espresso dei giudizi di alto encomio scientifico, ebbene non c’è un comune o una istituzione frusinate (salvo una) che abbia ritenuto almeno doveroso e responsabile acquistarne delle copie da far circolare tra le scuole e le biblioteche, nulla! Ancora non ci si vuol rendere conto, nelle alte sfere, che dai cittadini promana forte richiesta di arte di cultura e non solo, come nel basso impero, di provolette e salsicciotti. Un’ultima notizia sulla quale però mi auguro di poter tornare con più esaurienza. Si sa che purtroppo nelle statistiche nazionali del bel vivere e del buon vivere il nostro capoluogo è tra gli ultimi due o tre, delle cento e passa province italiane e una delle lacune più ontose e più vituperevoli è l’assenza di una pur se piccola pinacoteca e/o galleria. Per quanto io sappia c’erano due province che condividevano i medesimi due primati credo unici al mondo e cioè essere allo stesso tempo i più alti consumatori di cemento armato e i più bassi consumatori di arte e cultura. E questi erano Campobasso e Frosinone: FR ha un museo archeologico comunale che non si nega a nessuno e del quale è meglio non parlare, e anche CB ha il suo ‘Museo Internazionale del Presepio in miniatura’, del quale anche è meglio non parlare! Ricordano non pochi cosiddetti ‘musei’ impiantati nella nostra provincia ultimamente che fanno rimpiangere amaramente l’abolizione della berlina, dove esporre al pubblico ludibrio i loro promotori ma soprattutto quelli che hanno elargito i soldi pubblici per impiantarli. Ora però il nostro capoluogo è restato solo in quanto Campobasso ha avuto un attimo di resipiscenza e di consapevolezza e, in tempi veramente record, inaugura in questi giorni la sua Pinacoteca Regionale! Per di più una struttura invidiabile. Ma torneremo sull’argomento. Quindi Frosinone, onore anche a tutti noi cittadini che pur vedendo e ascoltando, nulla facciamo, è diventata prima in Italia: infatti: zero, nulla. E qui ci arrestiamo. Invito gli uomini di cultura della provincia, i cultori di storia patria, le persone attente e con gli occhi aperti, i pochi collezionisti, qualche associazione civica, a trovare il modo di battere i piedi a terra e di farsi sentire finalmente, perché all’abiezione non c’è mai fine! E il punto in cui ci troviamo non bisognerebbe oltrepassare. Michele Santulli |
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