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Un Museo bioDiverso: una giornata alla scoperta della biodiversità
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Il Museo di Storia Naturale di Venezia e ARPAV presentano:
UN MUSEO bioDIVERSO
Una giornata alla scoperta della biodiversità

Laboratori, osservazioni e percorsi animati per bambini e adulti
e… una mostra itinerante da allestire per scuole, enti e associazioni

Venezia, Museo di Storia Naturale
Sabato 4 dicembre 2010
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Ingresso su invito, valido per due persone, da stampare ed esibire all'entrata, compatibilmente con i posti disponibili
In occasione dell’“Anno Internazionale della Biodiversità 2010”, dichiarato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Museo di Storia Naturale di Venezia, in collaborazione con ARPAV - Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, organizzano per sabato 4 dicembre un’intera giornata dedicata alla biodiversità.
Dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, lungo tutto il percorso di visita del Museo, saranno allestiti numerosi “punti di interesse” in cui del personale specializzato in didattica ambientale - attraverso attività animate, giochi, laboratori, osservazioni guidate e approfondimenti - racconterà a piccoli e grandi che cos’è la biodiversità e perché è così importante per la vita sulla Terra.
Le attività verteranno su filoni di ricerca che il Museo sta sviluppando sul tema, anche in collaborazione con Arpav e in uno dei laboratori sarà possibile conoscere anche le attività del Corpo Forestale dello Stato – Nucleo operativo Cites, che si occupa di combattere i traffici illegali di specie animali e vegetali.

Durante la giornata saranno inoltre presentati in anteprima otto nuovi poster (formato 80x150cm) realizzati dal personale scientifico del Museo, in collaborazione con ARPAV, inerenti i  temi della biodiversità e delle specie alloctone.
Una copia dei poster, stampati su supporti espositivi roll-up facilmente trasportabili e caratterizzati da originali ed accattivanti soluzioni grafiche, potrà essere prestata gratuitamente agli istituti scolastici, enti e associazioni che lo richiedessero, per l’allestimento di piccole mostre temporanee sul tema.

Mostra itinerante sulla biodiversità
Supervisione scientifica: Luca Mizzan
Testi: Raffaella Trabucco, Cecilia Vianello
Disegni: Gioiella D'Este
Grafica: Giorgia Revelli

L’ingresso al Museo e la partecipazione a tutte le attività sono gratuiti.

La Biodiversità
La biodiversità comprende tutte le forme di vita esistenti sulla terra (batteri, funghi, piante, animali), gli habitat (lagune, foreste, ecc.) o i territori (isole, montagne, stati, continenti) in cui gli organismi vivono, nonché la diversità genetica all’interno delle specie (sottospecie, varietà, razze).
La biodiversità è il risultato di milioni di anni di evoluzione, di una selezione naturale che ha agito su un enorme patrimonio di variabilità genetica creato in questo lunghissimo periodo, tramite il clima, la disponibilità di cibo, la competizione tra specie, la predazione e, di recente, le varie forme di utilizzazione umana. Tutti questi fattori hanno portato alla formazione di specie nuove e all’estinzione di alcune altre.

La Biodiversità marina

L’Alto Adriatico, per le sue caratteristiche geomorfologiche e climatiche peculiari, possiede una complessa diversità biologica, ospitando anche specie che risultano assenti nel resto del bacino mediterraneo. La presenza di numerosi ambienti di pregio quali ad esempio le tegnùe contribuisce ad incrementare valori di biodiversità già elevati. A fronte di tale ricchezza ambientale, l’Alto Adriatico è sottoposto a forti pressioni derivanti dalle attività umane che insistono in particolare sulle sue coste: pesca, turismo, traffici commerciali, nautica da diporto, inquinamento da scarichi civili, agricoli e industriali. Tali pressioni agiscono in modo particolarmente pesante sulle lagune costiere che, in quanto ambienti di transizione, risultano essere le aree più sensibili.

Specie alloctone e perdita di biodiversità
La causa principale della perdita di biodiversità è legata al crescente consumo di risorse da parte dell’uomo che ha pesantemente trasformato il territorio, frammentando gli ecosistemi e riducendo le superfici utili, sfruttato le specie tramite pesca e caccia, alterato i cicli biogeochimici. L’uomo ha inoltre trasferito volontariamente o involontariamente animali e vegetali da un luogo all'altro del pianeta, tanto che il fenomeno delle specie alloctone è divenuto una delle maggiori cause di perdita della biodiversità a livello globale. L’introduzione di specie alloctone è resa sempre più facile dall’incremento dei traffici commerciali e turistici e dalla minor durata dei viaggi; ogni anno infatti decine, se non centinaia, di specie esotiche giungono in Italia o in Europa da altri continenti. Anche se il temporaneo aumento del numero di specie in un dato territorio potrebbe sembrare un fattore positivo per la biodiversità, in realtà alcuni di questi organismi possono soppiantare specie locali con analoghe caratteristiche ecologiche e influire negativamente sugli ecosistemi colonizzati. Le specie alloctone costituiscono quindi una minaccia diretta alla biodiversità a causa  della competizione per risorse limitate, predazione da parte della “nuova” specie e diffusione di nuove malattie.

ARPAV e Museo di Storia Naturale di Venezia rivolgono da anni la loro attenzione allo studio dell’ambiente marino per la tutela della biodiversità. Si impegnano in modo particolare nella salvaguardia di ambienti di pregio ambientale in Laguna di Venezia e in ambiente marino come ad esempio le tegnùe, e nello studio di specie sensibili con particolare attenzione alla Tartaruga comune (Caretta caretta). ARPAV e Museo stanno inoltre collaborando per il monitoraggio delle specie alloctone nel territorio, per incrementare i dati già raccolti attraverso specifiche campagne di campionamento in ambiente con l’obiettivo di creare un osservatorio integrato sulle specie aliene in Adriatico e nelle sue lagune che faccia confluire le molteplici segnalazioni presso il Museo, e di istituire una rete di specialisti per rapide e precise identificazioni dei campioni.


Fondazione Musei Civici di Venezia, Ufficio Stampa

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www.museiciviciveneziani.it
 

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