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| La Ninfa del Liri |
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LA NINFA DEL LIRI Si ricorderà che qualche mese addietro demmo notizia di un’opera d’arte della massima rilevanza dell’artista Amleto Cataldi apparsa in un’asta di New York. Trattasi di un nudo di ragazza alto m. 2,37 in bronzo, acquistato a Roma da un cittadino americano negli anni ‘venti del secolo passato e collocata in mezzo ad un prato verde nella sua villa del Texas. E quindi ora riaffiorata miracolosamente sul mercato. Rammentiamo che Amleto Cataldi (1882-1930) originario di Roccasecca-Castrocielo fa parte dei grandi scultori del Novecento Italiano ed Europeo, una gloria dunque della Ciociaria. L’opera fu segnalata al nuovo assessore provinciale alla cultura il quale come risposta lamentò la mancanza di fondi e le pastoie burocratiche.Anche quest’opera d’arte sarebbe dunque andata perduta. Ma la notizia aveva attirato l’attenzione di alcuni appassionati i quali all’ultimo momento si sono come si suol dire concertati e cordati per cui questo capolavoro assoluto, “LA NINFA DEL LIRI”, abbiamo l’orgoglio di informare che è in viaggio verso la Ciociaria, nel suo viaggio di ritorno dunque nella sua patria spirituale. Data la mole e data l’importanza di quest’opera d’arte, giusto e opportuno sarebbe se la scultura fosse messa a disposizione dei cittadini ciociari in qualche luogo pubblico idoneo ad accoglierla, a loro gratificazione e contemplazione. Ma i nostri uomini politici e amministratori a partire dal sindaco di Frosinone o dalla nuova giunta provinciale oppure qualche imprenditore ciociaro, vorranno o sapranno afferrare questa occasione veramente unica prima che la scultura vada a rinchiudersi nelle segrete stanze di qualche appassionato cultore e quindi strappata al pubblico gradimento e godimento? prof. Michele Santulli |
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E quindi ora riaffiorata miracolosamente sul mercato. Rammentiamo che Amleto Cataldi (1882-1930) originario di Roccasecca-Castrocielo fa parte dei grandi scultori del Novecento Italiano ed Europeo, una gloria dunque della Ciociaria. L’opera fu segnalata al nuovo assessore provinciale alla cultura il quale come risposta lamentò la mancanza di fondi e le pastoie burocratiche.




