| Don Luigi Ciotti, maestro di vita |
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![]() Don Luigi Ciotti, maestro di vita Salutare iniezione di civiltà e di buon auspicio quella regalata ai numerosi convenuti nella Parrocchia Santa Croce di Castelliri l’altra sera da don Ciotti. Una voce sempre nuova, sincera, scevra da ideologie e da altri -ismi, concetti sempre chiari e precisi, sempre più rari a cogliere in giro.Un maestro di vita, don Luigi Ciotti, reale, al di là dei colori, dei partiti, direi: anche delle confessioni religiose: don Ciotti non ‘contestualizza’, tutto è: sì sì, no,no, come raccomanda Gesù Cristo, la nostra vera luce. Siamo sulla scia di Don Lorenzo Milani, i veri pastori, i veri pilastri della chiesa. Non integrazione, parola facile e banale e che si presta solo alla roboanza e ai paroloni ma, arduo, interazione, che comporta scambio reciproco di esperienze, di costumi, di culture, di mentalità e quindi di sopportazione e, non di rado, di amore. Le diversità tra gli uomini e tra le razze e tra le nazionalità sono ricchezza e non avversità. Il titolo della manifestazione era: ”Educare alla legalità, in un mondo di ladri”. La parola legalità, pur se oggi impiegata e invocata perfino da corrotti e da ladri, resta pur sempre un concetto fondamentale della convivenza civile ma a seguito dell’uso distorto e malavitoso che se ne fa oggigiorno è meglio dire: Giustizia e se non c’è Giustizia e Legalità non c’è democrazia. E ci fa capire chiaramente che la nostra situazione non è lontana da questa paventata realtà Ma la Giustizia deve funzionare, deve essere spedita e accessibile a tutti. No alla divisione delle carriere e conseguente sottomissione dei procuratori al volere politico, come vuole qualcuno per sue ragioni personali, sì alle intercettazioni che solo consentono di arrestare delinquenti e mafiosi: le aberrazioni -e cioè l’appalesamento pubblico di quelle strettamente private- non è colpa dei magistrati che le distruggono bensì dei legali e degli avvocati che hanno interesse a propalarle. Sì ai pentiti, ancora più di prima, il solo modo di conoscere veramente i retroscena della mafia e delle associazioni mafiose. L’indignazione di fronte alla corruzione, al sopruso, alla violenza, al ricatto, all’usura, alla raccomandazione, non è più sufficiente a esprimere la carica esiziale presente in queste e simili realtà: necessario è il disgusto ma ancora di più: la rabbia e il coraggio della lotta. Bisogna dunque essere attivi e partecipi, favorire l’associazionismo, aprirsi alla società e alla comunità, lottare. La speranza e, possiamo aggiungere, la palingenesi, si nutre e si mantiene viva e attiva, rammenta don Ciotti rifacendosi addirittura a parole di Sant’Agostino di molti secoli addietro, col coraggio e con la rabbia. L’acqua è un bene indispensbiale della umanità: migliaia di uomini muoiono ogni anno per mancanza di acqua. Quindi deve essere pubblica e perciò il prossimo giugno bisogna andare a votare. Rammenta anche che la la nostra sola guida debbono essere il Vangelo e la Costituzione. Si badi bene: non le giaculatorie e le manifestazioni esteriori alle quali spesso si prende parte per convenzione e per circostanze. Il termine da lui usato con frequenza è stato esclusivamente: cristiano. |
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