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nota sulla Trasmissione Ulisse RAI3 del 19 set 2009
Il 19 sett. u.s. è stato trasmesso su RaiTV3 il programma ULISSE. Una ventina di minuti sono stati dedicati alla storia della emigrazione, degli artisti girovaghi, della tratta e del commercio dei bambini, dei modelli di artista.
Anziché parlare di Ciociaria e di Valcomino e di provincia di Frosinone e provincia di Isernia hanno tirato in ballo i termini seguenti: “Circondario di Isernia” e “Circondario di Sora” cioè è come se si dicesse ‘Abruzzo Ulteriore Due’ o ‘Daunia’ o ‘Principato Ultra’ o Dacia o Cirenaica o Rodesia cioè antica terminologia nota solo a pochi, non certamente ai milioni di spettatori del programma che si vuole informare e possibilmente erudire e arricchire.
Nella trasmissione si dice che la emigrazione è nata nel 1700 in un triangolo nel Parmense e che poi da qui si è estesa nell’Italia Centrale ed esattamente -questo è l’ordine- nel “Circondario di Isernia”, nel “Circondario di Sora” e nella Basilicata.
Vi si dice che “gli zampognari e i suonatori di ciaramella” partirono dal “Circondario di Isernia”: da Filignano, Pozzilli, Scapoli, Venafro, Picinisco, S. Biagio, Villalatina, ecc. e si fanno vedere una serie di ciociari in perfetto abito ciociaro con tanto di cioce.
Vi si dice che anche in Basilicata vi era una vecchia tradizione di suonatori girovaghi di arpa e subito dopo si mostrano i volti di tre modelli senza nulla dire se non che i modelli di artista erano richiestissimi per la loro prestanza fisica. Vengono mostrati documenti e immagini sulla vicenda della tratta e commercio dei bambini molto fiorente nel Ducato di Parma e anche nel Circondario di Isernia e forniti documenti.
Tralasciamo di affrontare l’episodio del commercio e della tratta dei bambini, orribile mercimonio attivo da sempre, dove più dove meno, perché connaturato con la presenza dell’uomo sulla Terra.
In merito alle altre osservazioni di cui sopra si osserva: la emigrazione non come episodio ma come fatto storico, perfino patologico, per fame e miseria, quale realtà costante e permanente, sistematicamente in crescita, è nata e si è storicizzata nella Valle di Comino ed esattamente da San Biagio Saracinisco, da Picinisco, Cardito fraz. di Vallerotonda, Villalatina e dalle immediate Mainarde Molisane con Filignano e sue frazioni: Cerasuolo, Mennella, ecc. e non nel triangolo menzionato nel programma. La destinazione fu dapprima lo Stato della Chiesa e poi i paesi transalpini a partire dal 1770 circa: l’occupazione napoleonica di Roma incrementò vertiginosamente la emigrazione all’estero. E i battistrada e i pionieri ne erano stati i pifferari ( altro che suonatori di ciaramella) e gli zampognari e le altre categorie di artisti girovaghi così ben descritti nel documentario. E la regione summenzionata corrisponde a quello che si può definire il comprensorio della zampogna che nulla e niente ha a che vedere con Isernia e Sora. Nella trasmissione si dice che la emigrazione degli zampognari e dei pifferari è nata nel “Circondario di Isernia” : significa non far capire nulla o fornire informazioni distorte e far intendere, per esempio, anche Carpinone o Longano che erano anche nel “Circondario di Isernia” , il che è una distorsione. Senza evidenziare l’errore di fondo che cioè la emigrazione non è nata certamente nel “Circondario di Isernia” e inoltre Picinisco, San Biagio e Villatina non si trovavano certamente qui, nemmeno nell’Ottocento. La corretta informazione vuole che si dica che la emigrazione è nata a Filignano e sue frazioni: Cerasuolo (Cerasuolo è una frazione e non un comune) che si trova in provincia di Isernia oppure sulle Mainarde in provincia di Isernia, assieme a San Biagio Saracinisco, Picinisco, Cardito, Villalatina, che si trovano in Valcomino, Ciociaria, provincia di Frosinone, altro che “Circondario di Sora”. E infatti gli intervistati del documentario erano di Filignano e sua frazione Cerasuolo. In effetti a Isernia non vi erano né zampognari né pifferari né modelli né tratte dei bambini.
Imperdonabile il fatto che si mostrino solo ed esclusivamente ciociari ma non se ne menziona mai il termine ciociari e tanto meno mai il termine Ciociaria, per non parlare di Valcomino, la sorgente di questi fenomeni. E’ perfino incredibile tale omissione della Valcomino, della Ciociaria e dei ciociari dal documentario.
Si mostra il volto di Cesidio Pignatelli e non solo non se ne menziona il nome pur trattandosi del modello di artista più noto e più richiesto in tutta la pittura europea dell’Ottocento ma si fa dedurre allo spettatore che è lucano e invece è della Valcomino. Si mostra la statua e la figura dell’Eros di Piccadilly Circus a Londra e non se ne dice né il nome e né la provenienza pure lui della Valcomino ma, di nuovo, si fa dedurre che è lucano. Si mostra per primo il volto splendido di Olimpio Fusco un modello probabilmente di Filignano, realizzato addirittura da John Singer Sargent ma non se ne dice assolutamente nulla e anzi si mette in condizione lo spettatore di ritenere che sia lucano anche lui. Gravissimo, per restare in Basilicata, che non si menzioni Viggiano, la patria gloriosa e famosa in tutto il mondo degli arpisti.
Tutto ciò è imperdonabile e colpa grave. Signfica voler distruggere anzi oscurare una identità gloriosa: quella della primogenitura della emigrazione in Valcomino quale realtà sociale fondamentale e chiaramente storicizzata, quella della origine e provenienza dei modelli di artista anche in Valcomino. Perfino assurdo, se non si vuole parlare di premeditazione e di volontà consapevole, quella di aver ignorato che gli zampognari e i pifferari, vale a dire i ciociari, sono non solo emanazione e gloria della Valcomino quanto essi furono i personaggi più illustrati e più amati dagli artisti europei in un arco di tempo che prende circa centocinquantanni e che anche i massimi artisti europei hanno dipinto i ciociari o i modelli ciociari. E nella trasmissione i ciociari li si fa originare dal “Circondario di Isernia” e se ne oscura ed azzera il nome e le realizzazioni storiche. Altamente fuorviante nonché erronea la espressione: “Picinisco e San Biagio nel Circondario di Sora”. Che informazione è mai questa? Chi capirà mai? Siamo a livelli di “Traiano nella Dacia” o di “Graziani nella Cirenaica”. Vale a dire fumo, distorsione, manipolazione della informazione corretta: chi capirà, oggi?
Michele Santulli
Arpino
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Commenti
leggo solo ora questo suo articolo e spero davvero che abbia segnalato quanto ha evidenziato al curatore della trasmissione, Alberto Angela e che le abbia risposto.
Complimenti comunque per i suoi studi e i suoi testi.
Cordiali saluti.