| Tradizioni: le Glorie di San Martino a Scanno (AQ) |
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Sembra che la festa cristiana di San Martino si sia sviluppata a partire da retaggi culturali remotissimi, che potrebbero risalire ai celti. Per quanto riguarda l’usanza delle glorie (gli enormi “fuochi” che caratterizzano la festa scannese) , si vuole collegata a un episodio locale del 1423. In quell’ anno giunse a Scanno San Bernardino da Siena che riuscì a far cessare le rivalità sangiunosa della cittadina con i paesi vicini; come simbolo di pace venne acceso un grande falò di fronte alla chiesa di San Rocco. Attorno alle Glorie si vive un’atmosfera di grande allegria. Si improvvisano canti, balli, abbondanti libagioni. I rioni gareggiano cercando di far ardere meglio e più a lungo degli altri la propria Gloria. Appositi inneschi fanno in modo che il fuoco avvolga simultaneamente l’intera struttura; ne risultano falò così luminosi da rischiarare a distanza il paese. I ragazzi si tingono il viso con il nero della fuliggine prima di iniziare a ballare e cantare intorno al fuoco agitando grossi campanacci e oggetti atti a produrre frastuono. La tradizione voleva che, terminata la grande baldoria, il "palancone" bruciato venisse consegnato alla sposa novella in cambio di vino e dolci.
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