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La città di Ferentino e Celestino V: una storia di fede e tradizioni
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Alla metà del XIII secolo Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, fondò a Ferentino sul colle detto del fico un suo cenobio, intitolandolo a S. Antonio abate, il padre del deserto. Del 1267 è la prima menzione dell'abbazia ferentinate di S. Antonio Abate; la si trova in un rogito notarile conservato ora nell'Archivio Segreto Vaticano nel Fondo Celestini.

Celestino VNel 1275 a Lione Pietro del Morrone ottenne dal papa Gregorio X il riconoscimento della congregazione da lui fondata. I Fratelli dello Spirito Santo, e tra le fondazioni riconosciute figura ancora l'abbazia ferentinate.
Dopo la clamorosa rinuncia al papato, avvenuta a Napoli il 13 dicembre 1294, Pietro del Morrone-Celestino V non ebbe soddisfatto il suo desiderio di tornare eremita, ma fu rinchiuso nella Rocca di Fumone, onde scongiurare la possibile eventualità di uno scisma, poiché molti cristiani non riconoscevano legittima l'elezione del suo successore, Bonifacio VIII.

La morte colse Celestino il 19 maggio 1296 e con un funerale solenne il corpo del santo Eremita fu sepolto nella chiesa del cenobio da lui stesso fondato, S. Antonio abate a Ferentino. Nel periodo di sepoltura ferentinate (fino al 1330), il sacrario celestiniano di S. Antonio Abate fu meta di pellegrinaggi e devozioni, perché Celestino già in vita godeva fama di santità ed era acclamato da tutti taumaturgo; molti miracoli, altresì, avvennero nel luogo della sepoltura e ciò determinò a furor di popolo la sua canonizzazione in Avignore nel 1313. Il culto del Papa Angelico si incrementò ancor di più e la città di Ferentino lo acclamò secondo patrono dopo il centurione martire Ambrogio.

Nella chiesa di S. Antonio abate fiorirono le devozioni e si praticò il rito penitenziale dell'indulgenza, rito che Celestino aveva iniziato, concedendo la famosa Perdonanza Aquilana nell'anniversario della sua incoronazione, il 29 agosto. In Ferentino l'indulgenza si lucrava nel dies natalis di Celestino, il 19 maggio, in tutte le feste del santorale celestiniano e particolarmente nei venerdì del mese di marzo.

Queste devozioni rimasero vive in Ferentino fin quando restarono i monaci celestini (fine del XVIII secolo), ma con la soppressione della loro Congregazione poco alla volta si affievolirono: restò la memoria del culto al secondo Patrono il 19 maggio e la devozione della processione e della benedizione della Città con il Cuore incorrotto del Santo, reliquia gelosamente conservata dalla monache Clarisse.

Agli inizi del 1970 la bella chiesa duecentesca di S. Antonio abate, rimaneggiata nel XVII secolo, cominciò a presentare i segni di un grave dissesto, che provocò il collasso statico dell'edificio. Per evitare danni maggiori al monumento, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali iniziò nel 1984 laboriosi interventi di restauro, che si conclusero nel 1999 e nell'anno 2000 tutto il complesso monumentale di S. Antonio abate fu restituito alla facies medievale originaria e alla fruizione dei fedeli e dei visitatori. Contemporaneamente ai lavori di restauro edilizio, furono promossi numerosi studi di recupero storico e devozionale ad opera dell'Associazione Culturale "Gli Argonauti" di Ferentino, studi che dal 1982 al 1996 riuscirono a ricostruire il lungo percorso storico del movimento Celestino a Ferentino e riportarono nella giusta luce la figura dell'Eremita del Morrone.

S. Antonio abate in Ferentino

A questo fervore di studi e di lavori si è aggiunta la riscoperta della tradizione civica e l'esigenza di vivere più intensamente il messaggio celestiniano; cominciò, nel corso del triennio di preparazione al settimo centenario della morte di Celestino (1994-1996), a ventilarsi la proposta di ripristinare la Perdonanza Celestiniana di Ferentino e questo auspicio è divenuto realtà il 12 ottobre 2001.

Sua Santità Giovanni Paolo II ha concesso l'indulgenza plenaria, alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Papa; pentimento e cuore staccato da ogni peccato), con privilegio valido in perpetuo.

L'indulgenza può essere lucrata visitando la chiesa di S. Antonio abate di Ferentino e partecipando in essa a qualche sacra celebrazione. I giorni, in cui si può lucrare questa Indulgenza sono il 19, 20 e 21 maggio (morte e sepoltura di S. Pietro Celestino).

 

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