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Il celebre cratere a calice di Asteas del V secolo a.C. raffigurante il ratto d’Europa è il vaso più bello del mondo? Così dicono gli esperti e probabilmente è quel che pensa anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che due anni fa lo volle al Quirinale, dove fu posto al centro della rassegna che celebrava i cinquant’anni dell’Unione europea.
Ora però non si sa quale fine farà. Se lo contendono infatti almeno due comuni: quello di Paestum, dove forse fu modellato e dipinto proprio da Asteas nella celebre fabbrica di vasellame d’ispirazione ateniese fondata in Campania da lui, e quello di Montesarchio, il comune del Sannio che lo ospita nel suo Museo Archeologico Nazionale. Ma potrebbe anche tornare a Sant’Agata dei Goti, dove fu trovato e trafugato negli anni ’70 per poi espatriare oltre Atlantico, a Malibu. Nel celebre vaso vi è rappresentata la scena di Zeus che sotto forma di toro rapisce la bella Europa. Ma ci sono anche Afrodite, Adone e Dioniso. Uno splendore di eleganza e raffinatezza.
La storia rocambolesca di questo bellissimo vaso merita di essere raccontata. Fu rinvenuto illecitamente (ma anche per fortuna) negli anni ’70 nella ricchissima zona archeologica di Sant’Agata dei Goti e acquistato per un milione di lire da un antiquario di Basilea che a sua volta lo piazzò per 300 mila dollari al al Getty Museum di Malibu. Sul rinvenimento e su quel viaggio in America ci sono ancora indagini in corso. A Sant’Agata si è risaliti grazie a una foto. Chi ritrovò il vaso di Asteas ne capì la straordinaria bellezza e volle farsi immortalare accanto al reperto. Senza quella foto, infatti, il vaso non avrebbe fatto più ritorno a casa, non sarebbe stato al centro della mostra al Quirinale a simboleggiare l’Europa e ora nessuno se lo contenderebbe.
Finita la mostra europea in un primo tempo pareva che il vaso fosse destinato al museo romano di Villa Giulia, che ospita reperti della civiltà etrusca. Invece, ha iniziato una serie di peregrinazioni per poi essere ospitato al Museo di Montesarchio, dedicato soprattutto alla cultura degli antichi Sanniti. Ma tra il vaso e i Sanniti non c’è molta affinità. Ecco, allora, che Paestum avanza le sue rivendicazioni. Tuttavia, proprio il ritrovamento nell’area dell’antica Saticula, può essere la soluzione per dare una giusta patria al ‘vaso più bello del mondo’. Chi la spunterà”?
Il vaso di Asteas non è certo l’unico ritrovato nella zona archeologica santagatese. Il British Museum e il Louvre espongono vasi e reperti provenienti da Sant’Agata dei Goti. Ma la più straordinaria raccolta di vasi saticulani non è visibile a nessuno, è la raccolta Rainone-Mustilli: quasi 500 pezzi tra vasi, crateri, statuette, custodita gelosamente e meritoriamente dalla famiglia Mustilli, è patrimonio nazionale (con tanto di decreto ministeriale) ma da sempre aspetta invano la nascita di un adeguato museo.
fonte "Mibac - il Velino" |
Commenti
sono rimasta colpita dalle condizioni del vaso, sicuramente grazie ad un sapeinte restauro, ma soprattutto dalle decorazioni e dalla firma incisa sulla facciata frontale dell'opera, cosa che mi sembra di ricordare sia alquanto rara nelle sculture greche.
Che soddisfazione vederlo tornare in Europa!