Giuliano di Roma (prov. di Frosinone), ai piedi del monte Siserno, con il nome di Castrum Lullani o Lillanium fu fondata due secoli prima dell’anno mille,
l’attuale Giuliano di Roma. Pur avendo origini da incastellamento nell’alto medioevo nel suo territorio sono stati trovati resti di insediamenti umani ben più antichi, (nelle località: palombara, Colle Spina, Cima del Cane, Borgo di monte Acuto).
Il nome prende origine dal fatto che in epoca anteriore al 1927 apparteneva alla provincia di Roma.
Da considerare inoltre una certa assonanza tra il nome Lullani/Lallanum con Giuliano.
Altra teoria afferma che tale nome fù acquisito in seguito ad una visita nel paese effettuata dal Papa Giulio II.
Fù feudo dei Conti di Ceccano, in conseguenza del contrasto che questa famiglia ebbe con il Papa Onorio II, venne saccheggiato e dato alle fiamme.
Fù quindi feudo della casata degli Annibaldi, e dal 1425 dei Colonna.
Successivamente fù assegnato agli Orsini, poi ai Carafa, per tornare ancora dopo ai Colonna.
Subi nel 1700 l’occupazione dei Francesi e nel 1944 fù teatro di scontri tra truppe alleate e Tedesche.
Il centro storico conserva molti aspetti architettonici del suo passato medioevale, viuzze strette e vicoli si intersecano in maniera molto suggestiva e offrono al visitatore sorci di rara bellezza e fascino antico.
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Da vedere: la chiesa di Santa Maria Maggiore con il suo artistico portale in bronzo, il campanile della stessa Chiesa, anticamente facente parte del castello dei Colonna, la caratteristica fontana del Fauno, che riproduce i tratti caratteristici di un abitante della cittadina, il monumento ai caduti, in posizione panoramica.
Interessante inoltre la Chiesetta di San Rocco della quale non si conoscono esattamente le origini che sono molto antiche.
Fuori dal paese è situato il Santuario della Madonna della Speranza, che è stato completamente ricostruito dopo le vicissitudine del secondo conflitto mondiale.
Da sapere:
Giuliano di Roma ha dato i natali a Costanza Troiani, ivi nata il 9 febbraio 1813, terza di quattro figli rimase presto orfana di madre, e grazie all’interessamento del vescovo di Ferentino, Mons. Patrignani, fù accolta nel Conservatorio delle Monache della Carità, sotto la Regola di S. Chiara, crebbe nell’ambiente religioso, e innamoratasi di Dio prese i voti monacali con il nome di Caterina di Santa Rosa. Per le sue esperienze di vita si dedicò con dedizione all’assistenza dei piccoli in età scolare, quando espresse il desiderio di dedicarsi alle missioni, ove riteneva più utile la propria opera fù chiamata da Mons. Guasco ad operare in Egitto dove il Monsignore era Delegato Apostolico, durante il trasferimento in Egitto Mons. Guasco morì, Costanza Troiani fù la guida delle consorelle rimaste senza riferimenti.
Non senza peripezie e contrattempi cui la missionaria seppe far fronte, giunse nella città de’ Il Cairo nel Settembre del 1859, fù invece a Clot-bey che fondò una missione per l’assistenza, l’educazione, la redenzione delle adolescenti di colore.
Da questa sua iniziativa nacque e si diffuse l’Ordine delle Francescane missionarie d’Egitto.
Ebbe vita modesta, dedicata al prossimo ed all’amore per la propria religione, si impose quindi come modello per le consorelle, le sue virtù la portarono dopo la sua morte avvenuta a Clot-bey il 4 maggio 1887 alla causa di beatificazione.
La sua salma fu trasferita dalla cappella di Clot-Bey il 3 novembre 1967, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, annessa alla Casa generalizia di Roma.
La causa per la sua canonizzazione, ebbe inizio nel 1937.
È stata beatificata il 14 aprile 1985 da papa Giovanni Paolo II.
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