Una visita a Morolo
Chi non conosce bene la Ciociaria, può goderne un buon assaggio visitando questo tranquillo e ameno Paese, esso infatti ne rappresenta un buon sunto, le tradizioni, i costumi, la pace, la tranquillità, l’accoglienza e la gentilezza dei suoi abitanti, fanno di questa cittadina un buon biglietto da visita per la Ciociaria.
Noi di menteantica abbiamo girato a lungo per i suoi vicoli, ci siamo soffermati ad ammirare angoli pittoreschi, scorci che riportano ad un tempo trascorso che purtroppo non ritornerà. Se non vogliamo perdere l’occasione di certi stimoli e di antiche memorie, rammentiamo che a Morolo è conservata buona parte di queste cose.
Ma Morolo è anche il paese dell’arte, come ad esempio i Murales che incontriamo quasi all’improvviso girando e rigirando nel saliscendi dei vicoli nel centro storico.
E’ anche Paese degli artisti visto che la Cittadina ha dato i natali ad Ernesto Biondi (scultore).
Invece, di altri artisti troviamo opere significative; come i portali in bronzo di Tommaso Gismondi, (nella Collegiata di S. Maria Assunta e nella Chiesa della Madonna del Piano), oppure opere minori ma non meno affascinanti, come quelle dovute all’opera degli scalpellini di San Donato Val di Comino, come la fontana in piazza Biondi, inaugurata il 23 febbraio 1889.
Inoltre nel centro storico, tra gli stretti vicoli troviamo in ordine sparso diverse opere d’arte realizzate da artisti vari, di provenienza sia Italiana che Catalana, tutti qui convenuti in occasione della X edizione dell' "Incontro Giovani Artisti" tenutosi nel 1994. Le opere permangono nel centro storico come esposizione permanente, e danno ai visitatori la possibilità di gustare ancor di più la passeggiata cittadina.
Appena fuori la Collegiata è collocata una statua in bronzo raffigurante San Francesco, realizzata dallo stesso Ernesto Biondi, ricavata da un gesso conservato nel suo studio e fusa dopo la sua morte, copia originale dell’opera venne inviata nel 1915 all’Esposizione di San Francisco (USA).
Un passo nella storia di Morolo
Per l’etimologia il primo documento ufficiale a parlare del feudo è la bolla di Papa Urbano II che dava in possesso a Pietro, Vescovo di Anagni, “l’Oppidum Murolum” un borgo fortificato che era nomato in modi diversi: Merlo; Murolum; Castello de Merli; il tutto fa probabilmente origine dalla parola greca “Meros” (pietre-scogli).
Ma prima ancora nella pianura sottostante, quando non esisteva motivo per essere arroccati sulle alture, c’era l’antichissima città di Ecetra, fondata dai Volsci, che come patria antica degli attuali abitanti fungeva da riferimento per la chiamata a raccolta delle milizie armate, che, provenienti dalla valle del Liri e dalla valle del Sacco, quì si riunivano prima di combattere insieme le forze della Lega Latino-Ernica.
Queste le notizie in nostro possesso secondo la narrazione storica di Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso.
A testimonianza di quanto sopra i resti di mura megalitiche in contrada Casali, resti di ville romane nelle contrade di Colle della Corte, Fontana del Muriglio, Cona e Madonna del Piano.
I dati storici di epoca medioevale assegnano il possesso di questo feudo ai Colonna che realizzarono nella parte più alta un poderoso castello i cui resti sono tutt’ora visibili.
Dal 1216 i Colonna furono in lotta con i Conti di Ceccano ed il paese fù da questi distrutto, all’uopo il Canali così racconta nei 'Cenni storici della terra di Morolo', "in questa strage perirono tra uomini e donne 424, cioe' tutte quelle persone che non poterono con la fuga campare la vita".
Ad ogni buon conto la presenza dei Colonna, tra le alterne vicende, sopravvisse anche all’avvento dell’unità d’Italia e quindi alla scomparsa dello Stato della Chiesa, nei fatti, rimasero ad “aver signoria“ nel paese fino al 1908, quando alle proprietà loro rimaste subentrò il Comune di Morolo.
Alcune cose da non perdere: Castello dei Colonna (resti)
Eremo grotta di S. Angelo (alt. mt. 500)
Collegiata Santa Maria Assunta
Chiesa di San Michele Arcangelo (resti)
Chiesa della Madonna delle Grazie o Madonna del Piano
Chiesa di Santa Croce (resti)
Chiesa Beata Vergine della Mercede (sconsacrata)
Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Rocco
Torre di Avvistamento (ruderi presso Madonna del Piano)
Murales (centro storico)
Opere artistiche in esposizione permanente (centro storico)
Sprone Maraoni (alt. mt. 870)
Un figlio di questa terra: Ernesto Biondi scultore
Nacque a Morolo il 30 gennaio 1855 da Angelo ed Eugenia Pistolesi.
Fin da piccolissimo dimostrò una particolare attenzione alle arti figurative, uno zio Sacerdote gli imparti i primi rudimenti culturali, fino a quando si iscrisse a Roma all’Istituto delle Belle Arti, dove non fù però molto assiduo, sia perché un po’ rifiutato dai colleghi più preparati di lui letteralmente, che per la sua volontà di voler seguire ed osservare in sitù la maestria e l’abilità degli artisti romani all’opera presso i propri laboratori.
A Roma mentre fù testimone diretto degli eventi legati all’unità d’Italia, si lanciò nella produzione artistica, trovando un bacino di utenza più vasto e consapevole delle qualità che il Biondi dimostrava nei fatti.
Divenne sostenitore delle idee socialiste, e la sua produzione artistica ne sono il riflesso più esplicito con le opere quali: “Povero Cola” e “Povera gente” del 1888, un’altra delle sue prime opere fù “l' ultimo re di Gerusalemme”, presentata ad Anversa in Belgio ed a Londra, dove tra l’altro visto il successo ottenuto venne trafugata.
All’esposizione mondiale del 1900 a Parigi presentò l’opera de "I Saturnali" che fù premiata col "Grand prix", attualmente è esposta alla Galleria d'arte moderna di Roma.
Sempre nello stesso anno vinse il Concorso Internazionale per la realizzazione del monumento a Santiago del Cile agli statisti Montt e Varrai.
Anni più tardi e precisamente nel 1911 eseguì la statua in pietra del giureconsulto romano Gaio, opera che è tutt’ora collocata a Roma all' esterno del Palazzo di Giustizia.
L’opera dedicata a San Francesco, (statua in bronzo), realizzata in 5 copie fù esposta in varie capitali europee e mondiali, una copia successiva, ricavata da un gesso originale recuperato nel suo studio è oggi collocata nello spazio antistante la collegiata di Santa Maria Assunta in Morolo.
Altre opere sono a Frosinone (monumento a Nicola Ricciotti), a Montelanico e Gorga (in provincia di Roma) ed a Cisterna (provincia di Latina), queste ultime sono fontane artistiche.
Ultima opera, rimasta incompiuta per la morte sopravvenuta a Roma il 5 aprile 1917, il gruppo scultoreo de "Le misere recluse" con la quale ancora una volta sottolineava il dramma della povera gente.
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