Villa Santo Stefano, storicamente il Paese ha origini antiche, nella valle si ha notizia di insediamenti preistorici che in tempi successivi hanno dato lentamente origine, attraverso fasi successive, al nucleo abitativo oggi esistente.
Notizie cartacee del feudo risalgono, come per altre comunità viciniori, intorno all’anno millecento quando il Paese venne concesso ai Conti di Ceccano.
Il territorio di questo feudo subì quindi le stesse vicissitudini degli altri possedimenti attorno, infatti anche Villa Santo Stefano nel 1297 fù confiscato da Bonifacio VIII, per tornare ai Conti di Ceccano alla morte dello stesso Papa nel 1303.
Raimondello, figlio di Margherita di Ceccano perse a sua volta il feudo per confisca nel 1390, per riottenerlo nel 1401.
Nel 1425 il possedimento fù venduto ai Colonna, che lo tennero fino al 1435 quando tornò ancora ai Conti di Ceccano, di nuovo possedimento dei Colonna nel 1455, ed in seguito ad alterne vicende dovute a fù quindi dei Carafa e poi ancora dei Colonna che lo ottennero stabilmente dal 1562.
A titolo di curiosità ricordiamo che il paese era diviso inizialmente in nove contrade, divenute successivamente undici, tutte disposte all’interno della cinta muraria, dove si alternavano case e piccoli orti.
Da visitare: Il centro storico molto caratteristico per gli archi che spesso uniscono e sostengono vicendevolmente le abitazione disposte frontalmente lungo i vicoli caratteristici; la chiesa barocca di S. Maria Assunta; la torre del Re Medano; la Chiesa di S. Sebastiano; il Santuario della Madonna dello Spirito Santo.
Il Paese ha dato i natali a:
Cardinale Domenico Iorio; artista pittore Pomponio Palombo; Mons. Amosio Bonomi.
Una figura nella storia: il Cardinale Domenico Iorio da Villa Santo Stefano
Domenico Iorio ebbe i natali il 7 ottobre 1867, studiò inizialmente nel seminario diocesano di Ferentino, completò i suoi studi presso il seminario Pontificio di S. Apollinare in Roma.
Venne ordinato a Palestrina nel 1891.
Presso il detto Seminario Pontificio consegui la laurea in Teologia e “utroque Jure”.
Chiamato dal Cardinale Gaetano Aloisi Masella , come uditore per le cause dei Santi, mostrò tutte le sue capacità e nel 1898 ottenne una nomina nella curia vaticana, quale Segretario della Dataria Apostolica.
Passò poi in altri uffici quale Prefetto della Sezione Matrimoniale, per poi far parte della Commissione per la riforma della Cancelleria Apostolica, nel 1926 venne nominato segretario della Congregazione dei Sacramenti.
Elevato alla porpora Cardinalizia da Pio XI il 16 dicembre 1935 con il titolo di S. Apollinare.
Il Cardinale Iorio fondò la Cassa Mutua per i Sacerdoti della Provincia Romana, contemporaneamente promosse innumerevoli iniziative a carattere sociale, tra cui sostenne fino alla morte avvenuta il 22 ottobre 1954 l’asilo infantile del suo Paese Natale.
Le sue spoglie riposano nella Chiesa di Sant’Apollinare in Roma.
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