La città di Alatri custodisce uno dei pochi miracoli eucaristici d'Italia. Si narra che intorno all'anno 1228, vi era una donna che praticava l’arte della magia, mescolata con liturgie e segni religiosi, e a lei ricorrevano la gente in caso di bisogno. Una volta per rendere più efficace la sua magia convinse una ragazza a portarle un’ostia consacrata. La fanciulla si recò in chiesa ed una volta presa la comunione, senza farsi notare, nascose l’ostia in un fazzoletto per consegnarla alla maga. Ma i giorni passarono e la fattucchiera non venne a ritirare l’ostia. A quel punto, presa da curiosità, la ragazza aprì il fazzoletto: l’ostia si era trasformata in un pezzo di carne sanguinante

La ragazza davanti a quel miracolo pianse e confesso l’accaduto. Presto la notizia si sparse per il paese, anche il clero venne a conoscenza dell’accaduto, ed il vescovo stesso si recò a casa della ragazza che gli consegnò il pezzo di carne ancora sanguinante. Il vescovo portò la particola nella cattedrale, informò il papa Gregorio IX, che scrisse una lettera in data 13 marzo 1228, dove consigliava di dare una penitenza mite alla ragazza per il sacrilegio commesso, mentre la maga doveva presentarsi ai vescovi e chiedere il perdono per il nefandezza che aveva commesso. 

La lettera del papa Gregorio IX (foto a lato) è conservata nell’archivio della Cattedrale di Alatri, oltre a questo documento vi è conservato anche il verbale del riconoscimento eseguito dal vescovo Egnazio Danti nel 1584. La particola ancora oggi è nella cattedrale di S. Paolo Apostolo in Alatri  (foto in alto), e nell’ottava della Pentecoste, viene portata in processione. La particola è conservata dentro un tubicino di vetro dove sono visibili ancora delle fibre di carne umana. 

  
 

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Il Miracolo dell'Ostia Incarnata di Alatri

Cattedrale di S. Paolo Apostolo - Alatri (Fr)

 
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